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Le Vie di Mònde chiudono nella Foresta Umbra: quattro giorni di cinema, incontri e cammini con gli autori attraverso il Gargano 

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Le Vie di Mònde chiudono nella Foresta Umbra: quattro giorni di cinema, incontri e cammini con gli autori attraverso il Gargano 

Da Manfredonia a Monte Sant’Angelo: 15 opere in programma, registi e autori a confronto con il pubblico, scuole, cammini a piedi e in bicicletta. Nella serata conclusiva del cinema, il dialogo con Brunella Filì e il premio speciale a Edoardo Winspeare, definito da Luciano Toriello «un maestro» del nuovo cinema pugliese

Il cinema visto insieme, discusso a lungo con chi lo fa e poi portato fuori dalla sala, lungo i sentieri del Gargano. Le Vie di Mònde – La festa, i luoghi, le comunità hanno concluso ieri, domenica 4 ottobre, il secondo tempo della nona edizione di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, con una giornata interamente immersa nella Foresta Umbra.

Quattro giorni, dal 1° al 4 ottobre, che hanno collegato idealmente e fisicamente il mare di Manfredonia, la montagna sacra di Monte Sant’Angelo, il Parco archeologico di Siponto, gli Eremi di Pulsano e la Foresta Umbra. Quindici le opere cinematografiche entrate nel programma, tra documentari, cortometraggi, opere premiate a Mònde e lavori nati dal percorso Digital Humanities, con 12 presenze artistiche e autoriali tra registi, autori, protagonisti e professionisti del cinema, che hanno anche preso parte ai Cammini di Mònde.

Filì e Winspeare, il racconto del cinema dopo i titoli di coda.

La sera di sabato 3 ottobre, al Polo culturale Le Clarisse di Monte Sant’Angelo, ha condensato forse meglio di ogni altra il senso di questa edizione: non semplicemente mostrare dei film, ma creare intorno a essi un luogo di conversazione.

È accaduto con Brunella Filì, tornata a Mònde con Sea Sister, e con Edoardo Winspeare, ospite speciale con Vita mia. Due proiezioni diventate altrettanti incontri, con i registi che hanno parlato a lungo con il pubblico prima e dopo i film, entrando nel merito delle opere ma anche del mestiere del cinema, delle sue trasformazioni e delle difficoltà che accompagnano chi sceglie di farlo fuori dai percorsi più convenzionali.

Con Filì si è ritrovato un rapporto particolare costruito negli anni. La regista ha ricordato l’affetto ricevuto e l’atmosfera coinvolgente vissuta a Mònde a Foggia, a maggio scorso.

Nel dialogo con il direttore artistico Luciano Toriello si è parlato anche della forma documentaria, della sua crescente capacità di interessare e coinvolgere pubblici diversi e, allo stesso tempo, delle enormi difficoltà che il documentario continua a incontrare nella distribuzione e nell’accesso alle sale. Un confronto che ha mostrato quanto il documentario sia un cinema in cui più liberamente si sperimentano oggi forme, linguaggi e modi di raccontare il reale.

Molto intenso anche l’incontro con Edoardo Winspeare, al quale Mònde ha consegnato un premio speciale rappresentato dal pennacchio del pellegrino, calco in bronzo della scultura realizzata da Salvatore Lovaglio, uno dei segni identitari della Festa del Cinema sui Cammini.

Nel presentarlo, Toriello ha ricordato una stagione in cui fare cinema in Puglia era molto più difficile di oggi: prima della nascita di Apulia Film Commission, quando non esisteva ancora il sistema produttivo che negli anni successivi avrebbe accompagnato la crescita dell’audiovisivo regionale, erano pochi i cineasti che ebbero il coraggio di immaginare che si potesse girare, produrre e raccontare cinema dalla Puglia. Winspeare è stato uno di loro.

È anche per questa capacità pionieristica, oltre che per la qualità e la coerenza del suo cinema, che Toriello lo ha definito «un maestro».

Il confronto nato attorno a Vita mia è così proseguito ben oltre la presentazione del film, trasformandosi in una conversazione sul cinema, sui luoghi dai quali nasce, sull’Europa dei conflitti del Novecento che sembravano superati e che sembrano essere tornati, e sulla possibilità di raccontare il Sud senza ridurlo a scenario o stereotipo.

Dalla sala alla Foresta.

La quarta e ultima giornata è stata interamente dedicata ai cammini nella Foresta Umbra.

Winspeare ha scelto di prolungare la sua permanenza a Le Vie di Mònde, partecipando anche al percorso a piedi “Alla ricerca del colosso della Foresta Umbra”, organizzato da Monte Sant’Angelo Francigena. Un modo quasi naturale di continuare fuori dalla sala la conversazione della sera precedente: camminando dentro uno dei paesaggi più potenti del Gargano.

Parallelamente è partita “Pedalando nel cuore della Foresta – Alla scoperta della Foresta Umbra in e-bike”, l’esperienza curata da MooVeng. Dopo la pedalata dei giorni precedenti da Manfredonia verso Mattinata, lungo la prima tappa del Giro ad Anello del Gargano, le biciclette di Mònde sono entrate questa volta nel cuore verde del promontorio: un modo lento di attraversare il territorio, lasciando che fossero il bosco, i dislivelli, la luce tra i faggi e il ritmo della pedalata a costruire il racconto.

E mentre gli adulti camminavano e pedalavano, la Foresta è diventata un luogo da scoprire anche per i più piccoli. Con “Foglie di fogli”, il laboratorio  ZEROSÈI di botanica creativa, curato da Mira APS, i bambini tra 0 e 6 anni hanno vissuto il bosco attraverso storie, ascolto e immaginazione.

Quattro giorni, quindici opere.

Le Vie di Mònde erano cominciate giovedì a Manfredonia, con il matinée per le scuole e Uerra di Paolo Sassanelli, Comando io di Pierdomenico Minafra e Tutto quello che sarà – Viaggio nell’Italia che resiste di Renato Chiocca. Minafra, il protagonista Francesco Cannone e Chiocca hanno incontrato gli studenti, facendo della proiezione un momento di confronto sul cinema e sulle storie raccontate.

Al Castello di Manfredonia, il programma aveva poi incrociato cinema, archeologia e patrimonio culturale, con i lavori del percorso Digital Humanities – Codice Margherita di Rita Losurdo e Tre tazzine di Laura Longo, Maria Maddalena La Torre e Donato Russo – e con Atto d’amore di Lorenzo Lo Muzio e Tumuli di Ankara di Kadir Uluç.

La prima giornata si era chiusa con Migliori amiche – Il caso Nadia Roccia di Luciano Toriello, alla presenza del regista e del produttore creativo Alessandro Piva, in un incontro nel quale il pubblico era entrato direttamente nel racconto anche attraverso una testimonianza personale emersa dalla sala.

Venerdì 2 ottobre Le Vie di Mònde erano salite verso Monte Sant’Angelo dopo aver attraversato il Parco archeologico di Siponto, con un cammino al quale aveva partecipato anche Alessandro Piva. A Le Clarisse, Claudia Cassandro aveva presentato Joe’s Back, vincitore del Premio Archivio MAD 2026, mentre Migliori amiche era tornato sullo schermo con Luciano Toriello.

Sabato il programma aveva coinvolto nuovamente gli studenti con Uerra, Comando io, Le cose che rimangono di Lorenzo Lo Muzio, Il bisticcio del riccio meticcio di Céline Lancini, Ker di Sajad Soleymani e Loop, prima della serata con Brunella Filì ed Edoardo Winspeare.

Quindici opere, dunque, ma soprattutto incontri: Pierdomenico Minafra, Francesco Cannone, Renato Chiocca, Rita Losurdo, Laura Longo, Maria Maddalena La Torre, Donato Russo, Luciano Toriello, Alessandro Piva, Claudia Cassandro, Brunella Filì ed Edoardo Winspeare sono state le presenze artistiche e autoriali che hanno accompagnato direttamente il pubblico nelle diverse tappe.

A questi si sono aggiunti studenti, docenti, associazioni, operatori culturali e le comunità incontrate lungo il percorso.

Tra queste “Un Monte di idee”, associazione giovanile di Monte Sant’Angelo che ha allestitoito “Lasse e Pijjhe”, uno spazio dedicato al baratto sociale di indumenti, scarpe e accessori.

“Le Vie di Mònde – La festa, i luoghi, le comunità” fanno parte della nona edizione di Mònde – Festa del Cinema sui Cammini, ideata e organizzata da MAD – Memorie Audiovisive della Daunia, con la direzione artistica di Luciano Toriello. Il progetto triennale 2025-2027 ha ricevuto il sostegno della Regione Puglia nell’ambito del Programma Operativo Complementare 2021–2027. Alcune iniziative de Le Vie di Mònde sono state realizzate in collaborazione con Fondazione Apulia Film Commission, a valere sulle risorse del POC Puglia 2021/2027 – Area Tematica 06, nell’ambito dell’intervento “Promuovere il Cinema 2025/2026”.

La sostenibilità è parte del modo in cui Mònde sceglie di attraversare il territorio: cammini a piedi e in bicicletta, mobilità condivisa e collettiva, riduzione dei materiali cartacei e valorizzazione degli itinerari esistenti accompagnano un programma costruito nel rispetto del paesaggio e delle comunità che lo abitano.

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