Foggia

Mobilità elettrica e transizione ecologica a Foggia: troppe colonnine “fantasma” e rete urbana al palo

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Mobilità elettrica e transizione ecologica a Foggia: troppe colonnine “fantasma” e rete urbana al palo.

Il WWF Foggia analizza i dati dell’infrastruttura di ricarica: nel capoluogo oltre il 36% dei punti è fuori servizio. Senza manutenzione e programmazione capillare, la decarbonizzazione dei trasporti resta un miraggio. Foggia ancora una volta nelle retrofile.

La transizione ecologica e la mobilità a zero emissioni non possono poggiare su infrastrutture incompiute o non funzionanti. Il WWF Foggia ha condotto un’attenta analisi quantitativa, tramite i database nazionali e verifiche in campo, sullo stato delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici presenti nel territorio provinciale e comunale, rilevando un quadro preoccupante che rischia di frenare la transizione verso la sostenibilità dei trasporti.

I dati provinciali e l’anomalia del capoluogo

Dall’indagine sul censimento ufficiale emerge che in tutta la provincia di Foggia sono presenti 439 punti di ricarica, di cui 103 risultano non attivi (23,5%). Una quota di inoperatività che supera già la media nazionale (pari al 21,4%), ma che assume contorni allarmanti nel solo Comune di Foggia:

  • Foggia città: su un totale di appena 52 punti censiti, ben 19 risultano non attivi, pari al 36,5%. Oltre una colonnina su tre è di fatto un simulacro stradale privo di erogazione (nella maggior parte dei casi a causa di atti delinquenziali).
  • Il confronto provinciale: con circa 146.000 abitanti, il capoluogo raccoglie appena l’11,8% delle prese della Capitanata, venendo ampiamente superato da realtà demograficamente più contenute come Cerignola, che conta 89 punti complessivi di cui ben 70 regolarmente operativi.
  • Le colonnine fantasma in città: intere installazioni urbane – tra cui quelle censite in via Napoli, via Vincenzo Gioberti e via di San Giuliano etc. – risultano completamente spente o mai allacciate alla rete di distribuzione.

Il gap con la Puglia e il resto d’Italia

Il confronto con i centri urbani di pari peso demografico evidenzia l’arretratezza foggiana. Nel panorama regionale, Lecce conta 160 punti (il triplo di Foggia) con un tasso di inattività sceso al 21,9%, mentre persino Brindisi supera il capoluogo dauno sia in valore assoluto (70 punti) che in affidabilità (solo il 15,7% non attivo).

A livello nazionale, città della fascia 120.000–160.000 abitanti mostrano un assetto radicalmente diverso: realtà come Rimini (190 punti), Ferrara (211 punti con l’8,5% di inattività) e Ravenna (286 punti) hanno costruito reti da tre a cinque volte più consistenti, riducendo al minimo i disservizi attraverso puntuali contratti di manutenzione e convenzioni efficaci con i distributori di rete.

Mancanza di capillarità urbana: il nodo della ricarica lenta (AC)

Un altro elemento critico evidenziato dal WWF riguarda la composizione tecnologica: a Foggia città ben il 61,5% delle prese è ad alta potenza in corrente continua (DC), collocate prevalentemente sul nodo autostradale o presso grandi attrattori commerciali. Mancano invece le stazioni a corrente alternata (AC, ferme a sole 20 prese) nei quartieri residenziali e nei nodi di interscambio cittadino. La mobilità urbana quotidiana – specie per chi non dispone di un box privato – ha bisogno di stazioni Quick diffuse e funzionanti sotto casa o presso i luoghi di lavoro, non soltanto di hub autostradali.

La posizione del WWF Foggia

«La transizione all’elettrico rappresenta un pilastro fondamentale per ridurre le emissioni climalteranti e l’inquinamento atmosferico che soffoca i nostri centri urbani», dichiara il WWF Foggia. «Tuttavia, l’elettrico è realmente sostenibile solo se supportato da un’infrastruttura affidabile, efficiente e diffusa. Presentare numeri sulla carta che nascondono oltre il 36% di stalli non funzionanti genera sfiducia nei cittadini e vanifica ogni sforzo di mobilità sostenibile.»

Il WWF Foggia chiede all’Amministrazione Comunale di Foggia e agli enti territoriali della Capitanata:

  1. Un tavolo tecnico immediato con i gestori dei punti di ricarica (CPO) e con il distributore dell’energia elettrica per sbloccare gli allacciamenti e ripristinare gli impianti fuori servizio.
  2. Un Piano Urbano per la Mobilità Elettrica (PUMS/PUMES) che pianifichi in modo omogeneo le stazioni nei quartieri periferici, nei pressi delle scuole, dell’università e delle stazioni ferroviarie.
  3. Monitoraggio costante e clausole stringenti di manutenzione nelle concessioni pubbliche del suolo, affinché i guasti vengano riparati tempestivamente e non si verifichino situazioni di abbandono prolungato.