“Il Carnevale a Manfredonia è uno stato d’animo”

Quest’anno credevo di passarla liscia. Mancava poco più di un mese alla parata dei gruppi e della sfilata delle Meraviglie e noi mamme non eravamo state ancora convocate a scuola per partecipare al carnevale.

Poi è arrivata la chiamata fatidica, ma ero ancora fiduciosa che mia figlia non avesse voglia. Invece, quella bricconcella, non vedeva l’ora di sfilare. E certo, tanto al vestito dovevo pensarci io!

Ed eccomi là, ai laboratori allestiti presso la scuola media Ungaretti, a prendere le misure con le sarte, a modellare carta e cartoncino, a tagliuzzare (e a tagliuzzarmi), ad incollare con la pistola a caldo (e a bruciacchiarmi). Che cosa stavo facendo? Non ne avevo la minima idea. Dal quartier generale arrivavano istruzioni da Enzo Colella e noi eseguivamo.

Un manicotto di qua, un collo di là, cerchi ovunque e pezzi di fucsia, verde, azzurro, arancione e dorato sparsi così in abbondanza, da sembrare che l’arcobaleno si fosse intrufolato nelle aule della scuola.

E poi quelle domande così improbabili che dopo averle fatte ti chiedi se veramente sono uscite dalla tua bocca: “Scusa, ma tua figlia hai avuto difficoltà a montarla pezzo per pezzo?”.

Mentre il tempo scorre e giuri a te stessa che non puoi perdere un attimo, becchi l’influenza prima tu e poi a ruota tutta la famiglia; mentre le insegnanti ti chiedono di seguire scrupolosamente le istruzioni e di far controllare i pezzi ad Enzo, tu fai finta di non aver sentito e vai avanti imperterrita per la tua strada (rischiando di rifare tutto daccapo la sera prima); mentre pensi che non ce la farai mai, nascono nuove amicizie nei laboratori tra mamme che aiutano altre mamme senza nemmeno conoscersi.

Quando arriva il gran giorno e giuri a te stessa che mai più farai un’altra pazzia del genere, guardi tua figlia con ‘tutti i pezzi al posto giusto’ e ti emozioni.

E pensi che c’è un creatore vulcanico che aveva un sogno in testa che magicamente è riuscito a materializzare e ci sono mamme che probabilmente non hanno mai fatto un vestito in vita loro o papà che non sanno cucire un bottone, ma che sorprendentemente hanno saputo creare nei laboratori della scuola abiti meravigliosi.

Va in scena il circo di Fellini e quando parte la musica parte anche il cuore: clown variopinti, macchine da presa, figuranti, cineprese, c’è addirittura una ragazza sospeso in un cerchio a mezz’aria e persino lo stesso regista!

La gente per strada applaude, i genitori si commuovono. Ecco, il carnevale di Manfredonia è questo: rendere possibile ciò che solitamente è impossibile, indossando abiti improbabili e scacciando malinconia e tristezza per qualche ora. Perché il carnevale è allegria, spensieratezza.

Il carnevale di Manfredonia è uno stato d’animo! Ed è frutto di una lunga tradizione che appassiona e affascina grandi e piccini, in un vortice di coriandoli ed emozioni.

Guardo mia figlia e penso: chissà l’anno prossimo che abito le preparerò per la sfilata…

Maria Teresa Valente




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