Storia

Manfredonia, al tempo dell’Acqua del Serino in Piazza del Popolo

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Manfredonia, al tempo dell’Acqua del Serino in Piazza del Popolo

Manfredonia – ORTO di briciole lungo il torrente lucente, che scorre con le sue sregolatezze, poco coerente lascia la sorgente dell’acqua salmastra, per affrontare la sua unione con il mare, tipico di un dolce sale anemico ma fornito di molto iodio. 

S’alza di brecce dove ci si può bagnare di narice,respirare a sbalzi di vortice, poi guardare granchi con chele a forbice i quali aprono e chiudono le loro tenaglie da crostacei dal colore verde o marrone,sotto un cielo che sa di lene fatto di nuvole a forma di piatti a ceramiche,lavorate dall’atmosferica della mano solare,la natura è di questo paese, che si tiene stranamente le sue franchigie, poi riconsegna le sue avarizie agli abitanti che crescono come una pulce che salta all’aria del sole più tenue, mentre si asciuga in un secondo controluce scomparire come pomice in un vortice,via con l’aria della stagione che faceva sognare la Piazza del Popolo quando arrivava il carrettone con un’enorme botte dell’acqua del Serino dall’Irpinia, lì proprio al centro del nostro luogo,con la gente che l’aspettava con ansia e popolarità del sogno più pieno di bere l’acqua pura della fonte vera.

Si comprava con i recipienti con le bottiglie,a farne da padrone era la lira, i famosi soldi di metallo o alluminio,o con qualche banconota di carta un po’ fuori regola come formato,ma per l’epoca era regolarissima.

Gente, tanta gente con il sogno di bere,bere tanto da rinfrescarsi dalla sete, tremenda per quegli anni,da sollevare la mente ,da rigenerare il corpo. Il nostro mondo era questo,anche se un po’ scarso di provvigione,ma ricco di voglia di vivere,attaccamento razionale e di speranze di migliorare, il bene comune era l’acqua della vita. 

Il carrettone si postava proprio sotto il nostro amatissimo Comune dove oggi è ancora lì accanto alla chiesa del San Domenico,una delle prime chiese e via della Manfredonia antica.

La Piazza del Popolo, la splendida nostra piazza di commozione, che solo a vederla metteva orgoglio, riempiva gli occhi di sentirsi sipontino, come un’eterna strada che non avrebbe mai voluta che finisse quell’era,quella che oggi non l’abbiamo più, sparita col passo naturale di generazione in generazione, in una nuova popolazione manfredoniana moderna dell’epoca attuale.

(A cura di Claudio Castriotta)

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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