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Renzi e Calenda contro il PD: no a Fratoianni, Fico, Di Maio, Bonelli. Nasce il terzo polo?

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Nello schieramento a destra le alleanze sembrano solide, nonostante alcune polemiche. A sinistra, e nel grande campo largo del centro, invece, è ancora aspra polemica. I due leader che potrebbero rendere difficile il cammino di Enrico Letta, che sta tentando di costruire una coalizione ampia, sono Matteo Renzi e Carlo Calenda. I due, con i loro partiti Italia Viva e Azione, stanno da giorni criticando le scelte del Pd di Letta, mettendo veti e condizioni per il loro ingresso in coalizione. 

Renzi, intervistato da Lucia Annunziata su Rai3, ha bersagliato nuovamente Letta, criticando alcune sue mosse. Secondo il leader di Italia Viva, la sinistra sta organizzando male la campagna elettorale. Dai temi alle alleanze. “Purtroppo, il Partito Democratico ha iniziato la campagna in modo incredibile. Ieri Letta ha posto il tema dell’introduzione della tassa di successione e di candidare Luigi di Maio in Emilia-Romagna. Di Maio, ai tempi di Bibbiano, diceva che il Pd strappava i bambini alle famiglie e usava l’elettroshock”. 

Di Maio, subito dopo, ha smentito una sua possibile candidatura in Emilia-Romagna, ma il tema della presenza dell’ex ministro grillino nel campo a sinistra è tutta sul tavolo. Renzi, poi, ha criticato la proposta della tassa di successione. “Quando ero segretario – ha continuato Renzi – la mia regola era che il PD non doveva aumentare le tasse. Aumentare quella di successione è folle. Nei Paesi in cui c’è, le imposte sono più basse che in Italia. Abbiamo un Paese che vive pagando troppe tasse, possiamo almeno morire gratis e avere le successioni gratis?”. 

Renzi, poi, ha parlato delle alleanze, chiamando in causa l’altro leader che sta criticando aspramente il PD: Carlo Calenda. “Io non sto con Salvini e Meloni né con Fratoianni e Di Maio. Se gli schieramenti sono questi noi andremo da soli. Se al centro ci saranno anche altri a cominciare da Azione, Carlo Calenda ci sta pensando, noi lo rispetteremo. Altrimenti sarà un voto a un piccolo partito che però segnerà anche la prossima legislatura”. 

Calenda in queste ore ha dubitato che il suo partito possa votare con Di Maio, i Verdi o Sinistra Italiana. Entro domani, ha annunciato il leader di Azione, deciderà se andare con il Pd o da soli per costruire un’area di centro. Potrebbe seguire lo stesso Renzi che, oltre a corteggiarlo in tv, ieri ha lanciato l’hashtag #terzopolo, aggiungendo “Noi ci siamo”. Calenda oggi ha messo già tre paletti e, di buon mattino, ha mostrato le sue condizioni a Enrico Letta: no a Fico, no a Fratoianni, no a Bonelli. Condizioni difficili da superare, ad oggi. 

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