Il 7 giugno 1976 iniziò la guerra alle radio libere italiane. La più longeva a Manfredonia è “Radio Manfredonia Centro”

Il 7 giugno del 1976 il Ministero delle Telecomunicazioni iniziò ufficialmente la guerra alle radio libere italiane che trasmettevano in aperta violazione del regime di monopolio concesso alla RAI. Ormai, però, quell’ondata di cambiamento che solo pochi mesi prima aveva travolto la nostra nazione era diventata inarrestabile e, come uno tsunami di libertà, arrivò anche a #Manfredonia.

Nella nostra città una delle radio più longeve è Radio Manfredonia Centro, la cui avventura comincia proprio nell’era delle radio libere, in un giugno di poco più di quarant’anni fa. A fondare quell’emittente, due ragazzi appena ventenni: Antonio Guerra e Vittorio de Filippo che, armati di grande entusiasmo ed entrambi appassionati di musica, decisero di percorrere la stessa strada.

Radio Manfredonia Centro fa parte ormai della storia della nostra città. Ogni volta che al mattino presto entro in auto non posso fare a meno di ascoltare Time Revival, ovvero gli anni del revival con quella musica anni ’60, ’70 e ’80 che ho imparato ad apprezzare fin da piccola proprio sulle frequenze di questa emittente.

In realtà da bambina bisticciavo con mia madre che mi costringeva ad ascoltare musica ‘antica’, ma quell’appuntamento quotidiano con Lucio Battisti, Raffaella Carrà, Bobby Solo, i Matia Bazar, i Cugini di Campagna e tanti altri, ha reso tutti questi cantanti praticamente di ‘famiglia’. Le canzoni della trasmissione mi hanno accompagnata così a lungo che ora riascoltarla mi emoziona, perché mi riconduce all’infanzia e all’adolescenza, con ricordi che si inseguono e si accavallano… finché mia figlia non mi riporta alla realtà lamentandosi che la costringo ad ascoltare musica ‘antica’. E sorridendo penso che anche questo ormai fa parte di una tradizione tutta ‘sipontina’.

Numerosissimi sono stati negli anni i collaboratori, i dj e gli speaker di quella che per molti manfredoniani è stata a lungo ‘la radio’ per antonomasia.

Indimenticabili anche i tomboloni natalizi o la caccia al tesoro estiva, quest’ultima poi terminata sul finire degli anni ’90 per questioni di sicurezza.

Negli anni ’80 si pensava che la tv avrebbe soppiantato le radio e a tema c’è anche una famosa canzona dei Buggles, Video killed the radio star. Oggi c’è internet che incombe, ma l’auspicio è che le radio, specialmente quelle locali, possano vivere ancora a lungo, con il loro senso innato di libertà e con le trasmissioni ‘storiche’ che suscitano emozioni e risvegliano ricordi.

Maria Teresa Valente




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