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M5S non si accontenta: “Se vince il Sì poi tagliamo anche gli stipendi dei parlamentari”

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Il Sì al referendum per tagliare 345 parlamentari è un primo passo per il cambiamento dell’Italia. Il prossimo passo sarà tagliare gli stipendi dei parlamentari, come già facciamo autonomamente noi del M5S”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nel corso di un punto stampa a San Vito dei Normanni.“Io vedo un fronte del No molto spaccato, un fronte del No che ha idee confuse sul perché non si debbano tagliare 345 parlamentari. Il sì al referendum è un primo passo per il cambiamento per l’Italia. Il prossimo passo sarà tagliare gli stipendi dei parlamentari come già facciamo noi del Movimento e soprattutto iniziare un percorso di riforme”, ha aggiunto Di Maio.Dello stesso avviso anche Paola Taverna. “Se tutti siamo d’accordo, un minutodopo il referendum possiamo tagliare anche gli stipendi” afferma la vicepresidente del Senato, in un’intervista al Corriere in cui spiega: “Il taglio è solo la prima tappa. Sarebbe singolare intervenire sui regolamenti prima ancora del referendum. Anche in questo caso, un attimo dopo si ragionerà sui regolamenti, sulla revisione delle commissioni, sui tempi degli interventi in Aula”.In merito al peso del risultato elettorale sull’esecutivo, “non ho mai legato le Amministrative alla vita del governo. Sicuramente sarà un momento di riflessione per l’esecutivo e per il Movimento”, dichiara Taverna.

Fonte Huffpost

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Redazione

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