Attualità Capitanata

Matteo e Gino Spagnuolo, i fratelli che hanno ridato decoro alla villa di piazza Marconi

Sono ancora lì a giocare a nascondino nella villetta del Polipo facendo adirare Papanonno i bimbi di una Manfredonia che ormai non esiste più, se non in vecchie cartoline d’epoca. Eppure i ricordi di Matteo e Gino Spagnuolo sono così vividi ed intensi che quando mi raccontano della loro fanciullezza i loro occhi brillano e sembra quasi di vederli correre su e giù dalla fontana del Pescatore alla Torre del Fico, quando ancora non c’erano auto a Manfredonia e la gioia più grande dei bambini era la locomotiva sbuffante che giungeva fin quasi all’inizio del corso.

“Con i miei genitori, i miei due fratelli e mia sorella abitavamo in via Palatella n. 2 e al Polipo siamo cresciuti”, mi racconta Matteo, titolare con il fratello Gino della Spagnuolo Ecologia che insieme hanno deciso di ‘adottare’ la villa del Pescatore per ridare lustro e decoro ad un luogo della loro infanzia.

“All’epoca Viale Aldo Moro era la strada dei carrettieri, mestiere che faceva anche nostro padre, e piazza Marconi era il luogo in cui si radunavano di mattina presto gli uomini che volevano essere arruolati alla giornata per andare a lavorare”, spiega Gino. “L’ultimo palazzo di Manfredonia era quello rosso, dove un tempo c’era la Clinica Santa Maria e poco distanti vi erano il Cinema Pesante e l’Arena Giardino”, aggiunge poi Matteo.

“A Torre del Fico arrivava il mare ed eravamo praticamente in periferia. A Vicolo Turbine, a due passi da qui, c’era un lavatoio dove si recavano le donne all’alba per lavare a mano i panni delle loro numerosissime famiglie. Ricordo una mia zia che aveva 12 figli e cominciava dalle 4 del mattino. In 50 anni è cambiato tutto”, continua Matteo Spagnuolo, snocciolando i dettagli di una città completamente diversa da oggi.

All’epoca i bambini rimanevano tali meno a lungo rispetto ad oggi, poiché tutti erano chiamati a dare una mano in famiglia. Matteo e Gino, infatti, raccontano che già da piccolissimi accompagnavano il padre a bordo del suo carretto in lunghi viaggi in giro per il Gargano per acquistare e vendere merce. Oppure aiutavano a raccogliere la sabbia in spiaggia, utilizzata negli anni ‘50 per costruire i palazzi.

Un’infanzia fatta di sacrifici, ma anche di giochi, quando ad esempio si andava a saltare le colonnine dinanzi alla chiesa del Carmine o si gareggiava a lanciare noccioline. E ancora, ci si aggrappava al treno in partenza per poi lasciarlo andare tra funambolici e pericolosi salti e si giocava a rincorrersi e a nascondersi scavalcando le siepi della villa o ad acciuffare i pesci rossi della fontana del Polipo, tra le grida di rimprovero del burbero ed efficiente guardiano, da tutti conosciuto come Papanonno.

Matteo e Gino, ripercorrendo le orme del padre, hanno iniziato ad occuparsi di trasporti per poi specializzarsi dal 1973 in servizi di pulizia industriale, recupero e smaltimento di plastica e pneumatici fuori uso ed in seguito di manutenzione e costruzioni di reti idriche e fognarie, dando vita ad un’impresa solida ed affermata nel panorama regionale.

Ma gli anni dell’infanzia non si dimenticano mai ed è proprio quella villa, rimasta sempre nei loro cuori, che oggi che sono imprenditori di successo i fratelli Spagnuolo hanno voluto omaggiare. Troppo il dispiacere di averla vista abbandonata negli ultimi anni, con una fontana sempre sporca e tetra. E così, grazie ad una delibera di Giunta del 2016, che permette ai privati di prendere in gestione aree di verde pubblico, Matteo e Gino hanno deciso di occuparsi dell’amato luogo dei loro anni più spensierati, mettendo in campo anche le competenze acquisite nel tempo.

Ecco, dunque, oltre al restyling del verde delle aiuole, anche la sistemazione della fontana con manutenzione e pulizia periodica, ugelli nuovi ed installazione di luci a led che cambiano colore, rifacimento della pensilina degli autobus ed intervento sull’ulivo della villa illuminato di sera.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, perché Matteo e Gino con il loro intervento hanno reso un servizio all’intera città. Ed a noi, non resta che goderci la fontana del Pescatore “facendo attenzione a non incorrere nei rimproveri di Papanonno”, esclama sorridendo Matteo, mentre gli occhi gli brillano di commozione.

Maria Teresa Valente

NB: Dedicato ad Andreana Mangano, madre di Matteo e Gino, scomparsa pochi giorni fa e che oggi, 16 marzo 2023, avrebbe compiuto 107 anni.

❣️Ciao nonna Lena!

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