Medicina

Ecco i benefici dell’olio di CBD e i suoi possibili utilizzi

È ancora presto per considerare l’olio di CBD un farmaco, ma la scienza e l’ONU ne riconoscono il valore terapeutico

Cannabidiolo sì o cannabidiolo no?

Il dibattito sul CBD è più vivo che mai e il mondo politico è letteralmente spaccato in due su questa spinosa questione.

In tanti supportano pienamente l’utilizzo dei prodotti a base di cannabidiolo. Ne sottolineano le proprietà benefiche e difendono a spada tratta la possibilità di acquistare liberamente il miglior olio di CBD sul mercato.

Tanti altri, però, sono totalmente ostili a queste considerazioni e sostengono che tutte le sostanze contenute nella cannabis, nessuna esclusa, andrebbero considerate droghe pericolose.

Da che parte sta la verità?

Nel seguente articolo cercheremo di rispondere a questa domanda, spiegando quali sono i benefici attribuiti all’olio di CBD, in che modo può essere utilizzato e cosa ne pensano a riguardo le massime autorità in materia di sanità.

Diverse ricerche mediche sembrano dimostrare le proprietà benefiche del CBD

Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi scientifici che sembrerebbero confermare i benefici legati al CBD, da sempre dichiarati dai sostenitori del cannabidiolo.

In questo paragrafo elencheremo le proprietà attribuite a questo prodotto, ricordando al lettore che si tratta di informazioni date a puro scopo illustrativo. Prima di utilizzare il cannabidiolo a scopo terapeutico, è opportuno consultare il proprio medico di fiducia e seguire scrupolosamente i suoi consigli, sempre.

Tornando a noi, l’olio di CBD viene solitamente consigliato per ridurre i sintomi dell’ansia e dei disturbi del sonno, sfruttando i suoi noti effetti rilassanti e distensivi.

Inoltre, alcune ricerche hanno evidenziato le sue proprietà analgesiche e antinfiammatorie, che possono essere sfruttate per combattere i dolori muscolari e articolari.

D’altronde, la capacità dei cannabinoidi di ridurre il dolore cronico farmaco-resistente sembrerebbe dimostrata dall’approvazione del Sativex da parte di numerosi Paesi europei. Si tratta di uno spray orale a base di cannabis che viene prescritto ai pazienti affetti da sclerosi multipla.

Infine, limitandoci agli effetti benefici del CBD emersi da recenti studi medici, si possono citare le sue proprietà antiepilettiche e antispasmodiche.

Anche in questo caso, la conferma arriva proprio dalle scienze farmaceutiche: nel 2019, infatti, l’EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali) ha approvato l’Epidiolex, un medicinale a base di cannabinoidi utilizzato per trattare particolari forme di epilessia come la sindrome di Tourette e quella di Dravet.

L’OMS non ha dubbi: il valore terapeutico della cannabis va riconosciuto

Il tema delle proprietà terapeutiche del CBD è molto delicato e, quando si discute di argomenti che hanno a che fare con la salute e il benessere fisico, è opportuno lasciar parlare i professionisti e le istituzioni.

Ecco perché è importante sapere cos’ha da dire al riguardo la massima autorità internazionale in materia di sanità, ovvero l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), un istituto specializzato dell’ONU con sede a Ginevra, in Svizzera.

Nel 2019, questa agenzia ha redatto sei raccomandazioni riguardanti lo status della cannabis, proponendone la rimozione dalla tabella delle sostanze stupefacenti di ridotto valore terapeutico. Questa pianta, infatti, era stata relegata in una lista accanto a droghe pesanti come la cocaina e l’eroina nella Convenzione Unica degli Stupefacenti delle Nazioni Unite.

Le raccomandazioni sono state sottoposte al voto della Commission on Narcotics and Drugs (CND) dell’ONU che ha richiesto un intero anno per studiare la proposta. Nel dicembre del 2020 è arrivato il momento di votare e il risultato è stato risicatissimo: 27 membri della commissione hanno approvato la proposta, contro 25 che si sono dichiarati contrari e un singolo astenuto.

Il risultato è stato la rimozione della cannabis dalla lista sopracitata e il suo inserimento tra le sostanze con potenziali effetti terapeutici. Su proposta dell’OMS, dunque, anche l’ONU ha riconosciuto ufficialmente le proprietà medicali dei cannabinoidi.

Nonostante la minuscola differenza tra i sì e i no, è interessante notare che tutti i Paesi europei che fanno parte della CND hanno votato compatti a favore della proposta, con l’unica eccezione dell’Ungheria.

Tutti gli utilizzi dell’olio di CBD

L’olio di CBD viene venduto in flaconcini di vetro con un tappo munito di contagocce, in modo da dosare accuratamente la quantità di prodotto che si intende utilizzare.

Poiché abbiamo già sottolineato che il cannabidiolo andrebbe consumato solo dietro suggerimento di un medico, in questo paragrafo non ci dilungheremo sulla posologia. Ci limiteremo a spiegare in che modo può essere assunto.

Quando si pensa all’olio di CBD, quello che viene in mente è il consumo per via orale. Tuttavia, è opportuno tenere a mente che in Italia la vendita di questo prodotto per uso alimentare è vietata.

Per questo motivo, le aziende che commerciano l’olio di CBD ne consigliano l’assunzione per:

  • via topica, ovvero applicandolo sulla pelle;
  • via inalatoria, respirandolo come si fa con i prodotti per l’aromaterapia.

Nel primo caso, si suggerisce di versarne alcune gocce sulla pelle e di massaggiare a lungo la zona interessata. In questo modo, è possibile distendere e rilassare i muscoli, e lenire le infiammazioni cutanee eventualmente presenti.

L’applicazione sul viso, invece, dovrebbe aiutare a tenere la pelle elastica e idratata, nonché prevenire la comparsa dei tipici segni dell’invecchiamento.

Infine, sembrerebbe che l’inalazione dei vapori dell’olio di CBD possa aiutare a raggiungere uno stato di relax, pace e benessere psichico.

In conclusione

Abbiamo spiegato quali sono i benefici attribuiti all’olio di CBD, qual è l’opinione dell’OMS rispetto alla cannabis terapeutica e come viene utilizzato questo prodotto così popolare.

Negli ultimi anni, la rapidità della diffusione del cannabidiolo è stata davvero impressionante e gran parte del suo appeal è certamente dovuto alle sue peculiari proprietà.

Questo fenomeno ha alimentato la crescita di un mercato che oggi vanta un giro d’affari davvero notevole e che ha visto l’ascesa di grandi aziende come il noto Justbob, uno dei leader del settore.

Le scoperte mediche degli ultimi anni e la storica decisione dell’ONU produrranno probabilmente un’ulteriore crescita della domanda di questi prodotti. La direzione intrapresa dalle istituzioni occidentali sembra ormai orientata verso il superamento del proibizionismo contro i cannabinoidi.

Ci aspetta un futuro nel quale l’olio di CBD sarà considerato un farmaco a tutti gli effetti?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Redazione

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