Storia

“Quando il sabato e la domenica, si andava a comprare alla ghiacciaia sul Lungomare Sauro per rinfrescare gli alimenti “

Manfredonia – LE estati torridissime… purtroppo ,i frigoriferi li avevano in pochi in paese,che vive di povertà.Il caldo era forte ti asfissiava l’anima e sulla pelle un calore potente delle mattine afose, che passavano col tempo del giorno nuovo che respiravano in faccia al mare che ondeggiava di spalle al vento, che ripercorreva i raggi del sole, sulle rive assetate di acqua in cerca di rinfresco alla vita. Ma dissetarsi dalla sete e dare così energia al corpo, che, fiacco ciondolava in quelle strade vaporose di meraviglia estiva di città viva, pronta e vivere il nuovo periodo.Il punto più affollato era sempre eternamente, giornalmente :la ghiacciaia dove lavorava il signor Dicembrino..di certo ricordo in quel magazzino stracolmo di ghiaccio,luogo freddissimo e fumoso, la gente faceva la fila per comprare pezzi di ghiaccio lunghi e bianchi: lui, in questione , portava un telo di gomma legato al collo e alla vita,stivali, e due ganci di ferro per afferrare i voluminosi ghiacciai, che a dire il vero, venivano acquistati in massima quantità da commercianti di pesce, varie ditte e passanti… ma una necessità ben più grande era quella per i più bisognosi che non avevano il frigorifero in casa.

Si tanto è vero la domenica presto di mattina si usava andare a comprare massi di ghiaccio rotto o pezzi interi da mettere in un recipiente grande di plastica o altro e così da inserire dentro tutte le bottiglie che volevi, frutta,e ogni cosa che desideravi di fresco, il tutto coperto da un grosso panno:ovviamente la festa durava fino a sera tardi, fin che poi, il ghiaccio iniziava a sciogliersi,e diventare un’altra volta tutto caldo. Si aspettava di nuovo al fine della settimana prossima, per sentire quella sensazione di rinfrescare la sete che a dire era tanta..molto più forte di oggi che questa generazione..forse non riesce a comprendere nell’involontarietà del benessere. Oggi ho ancora davanti agli occhi tutte quelle persone che osannavano quel signore,che ne ha visti e ne ha vissute in quel locale freddo di tutti i colori, per lo meno a pensarci adesso è stato sempre un po’ più fresco degli altri..quel giorno che partì per il Purgatorio dell’altra vita vivente di una ghiacciaia sciolta all’ombra della terra.

Grazie per aver dissetato tante persone che faticavano a tenere la grazia alla dignità di persona.(La foto della ghiacciaia ritrae il dipendente Giggino Troiano).

L’ anima della gente bisognosa.


Di  Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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