Pensieri Resistenti. A proposito del 25 aprile a Manfredonia

Anche quest’anno a Manfredonia non ci sarà alcuna commemorazione della Liberazione degna di questo nome. Poco importa e poco vale che la nostra città abbia belle pagine da ricordare: ci si limiterà ad piccola commemorazione delle forze armate davanti al monumento dei caduti nella prima guerra mondiale al suono della banda cittadina, magari anche della immancabile marcetta della “Leggenda del Piave”. Peccato. Peccato che nessuno ricordi Francesco Paolo Scardino, clarinettista repubblicano e libertario della banda di Manfredonia che, avendo rifiutato di eseguire in una occasione pubblica gli inni di regime e monarchia, affrontò orgoglioso ingiurie e persecuzioni.
Nessun coinvolgimento della società civile, nessun esempio da ricordare, nessuna riflessione sul senso della democrazia conquistata più di settant’anni orsono e subito smarrita.
Peccato. Peccato che nessuno ricordi i tanti e tante che quella democrazia sognarono e difesero con loro sacrificio durante gli anni della dittatura, anche qui nella nostra città, con l’attività di protesta clandestina o anche con piccoli e grandi gesti di ribellione. Peccato che non sia un giorno per togliersi di dosso quella sensazione ingiusta e ingenerosa di esseri nati in un deserto di feroce indifferenza sdraiato pigramente a prendere il sole sulla spiaggia della storia.
Anche quest’anno proviamo a offrire una memoria non banale e scontata, una memoria che ci ricordi soprattutto che resistere all’arroganza del potere, anche quello più brutale e autoritario, è una cosa che possono fare anche i manfredoniani, una memoria che serve prima di tutto a non dimenticarsi di non essere mai stati soli, di non essere nati qui per una curiosa ingiuria del destino.
Contro la memoria che non serve che a se stessa, gli slogan triti e ritriti, la storia messa sotto conserva e privata della sua vera forza rivoluzionaria. Contro tutto questo abbiamo esposto, di nuovo, le schede penitenziarie dei cittadini manfredoniani perseguitati dalla polizia politica fascista: abbiamo voluto ricordare il prezzo pagato per piccoli e grandi gesti di resistenza da chi insultò il borioso banditore delle cerimonie fasciste, a chi nascose i cimeli e i documenti delle leghe contadine ed operaie, chi fu licenziato per rappresaglia dal Cementificio e dal Pastificio, chi appendeva cartelli antifascisti in Piazza, chi scacciò i fascisti nel 1922, chi sparò contro l’esercito tedesco che aveva ucciso un bambino di 4 anni.
Abbiamo scelto di esporre schede di polizia non solo per ricordare il costo che ognuno pagò, non solo per ricordare il carattere poliziesco e antipopolare del regime, ma anche per ricordare che resistere vuol dire sfidare l’arroganza del potere e i suoi tentavi di repressione, oggi come allora.
Se anche quest’anno saremo denunciati per affissione abusiva dall’amministrazione comunale saremo riusciti a offrire a questi nostri concittadini la commemorazione più fedele possibile: quale miglior modo di ricordare coloro che furono indagati per aver affisso cartelli contro l’arroganza del podestà e del pensiero unico?
Il 25 Aprile alle 20.30 terremo allo Spazio Popolare Autogestito “Nicola Lovecchio” una piccola commemorazione con letture e materiali sulla resistenza, aperta al contributo di quanti vorranno unirsi a noi. Chi non vuol chinare la testa, chi non vuol abbandonare la protesta, si consideri invitato alla festa.
Collettivo InApnea



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