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Natura

Marco Lupoli (ENPA): “Inaccettabile il modo in cui il Comune si libera di oneri stabiliti per legge”

Il 2 febbraio 2020 con la Legge n. 7, la Regione Puglia ha attuato un completo rinnovamento in materia di randagismo e benessere degli animali. L’ultima legge regionale in materia, infatti, pur se variamente novellata, risaliva al 1995 ed era ormai inadatta a disciplinare tutte le criticità e le mutate esigenze correlate al randagismo.


Uno dei punti di maggior rilievo della nuova legge del 7 febbraio 2020 si rileva nella attribuzione in capo ai comuni dei servizi di primo intervento e pronto soccorso degli animali randagi rinvenuti feriti o comunque in condizioni di salute precarie. Tale legge, infatti, sancisce l’obbligo per i comuni di convenzionarsi con veterinari privati liberi professionisti per garantire l’esecuzione di tale servizio che nel campo del randagismo assume un’importanza semplicemente capitale, poiché é dalla certezza di questo servizio che dipende la sopravvivenza degli animali in difficoltà. Ogni giorno pervengono al centralino della Polizia Locale segnalazioni di cani e gatti investiti, feriti in seguito a maltrattamenti o abbandonati in terribili condizioni di salute.

Attualmente il comune di Manfredonia, in netto e inspiegabile contrasto con l’indirizzo assunto da tutti i comuni pugliesi, non ha ancora ottemperato l’obbligo della convenzione veterinaria per il servizio di pronto soccorso degli animali randagi. Da tale inadempimento è scaturita una situazione di assoluta ingovernabilita’ del fenomeno, situazione che è stata più volte rappresentata dall’Enpa con ogni mezzo agli organi competenti senza tuttavia che gli stessi degnassero della benché minima attenzione la nostra associazione.
Eppure le ricadute interessano gli stessi organismi comunali.

Si pensi alla Polizia Locale, che viene quotidianamente investita da segnalazioni di animali feriti senza potervi provvedere in alcun modo ma sprofondando, non di rado, nel più impotente imbarazzo.


Ma l’aspetto più grave dell’intera vicenda è il modo inaccettabile con cui le istituzioni si liberano con incredibile disinvoltura di un onere stabilito per legge scaricandone sull’Enpa le conseguenze e la totale gestione delle emergenze legate al pronto intervento, ben sapendo che il canile è stato chiuso il 16 luglio 2020 a causa del perdurante stato di sovraffollamento e che attualmente non potendo più affrontare le spese per il servizio veterinario interno non è presente nessun veterinario all’interno della struttura in grado di poter provvedere alle cure degli animali che si continua a far accedere in condizioni gravi.

È arrivato pertanto il momento di dire basta, senza retorica e senza più inutili tentennamenti. Continuare a ignorare l’obbligo normativo della convenzione veterinaria che grava sul Comune scaricando animali in fin di vita nel rifugio Enpa e costringendo il responsabile e gli operatori ad assistere impotenti alla loro sofferenza é non solo inaccettabile sul piano legale ma moralmente incompatibile con i principi fondativi sui quali si regge l’Ente Nazionale Protezione Animali. Il 31 dicembre scadrà l’obbligo di adeguamento alla disciplina introdotta con la legge regionale n. 2 del 7 febbraio 2020. Siamo agli sgoccioli ma ci auguriamo che non sia ancora troppo tardi per prendere definitivamente atto della situazione e adottare i dovuti e fintroppo attesi provvedimenti.

Il Direttore del Rifugio Enpa di Manfredonia Dott. Marco Lupoli

Redazione

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