Attualità

L’anima dannata del signor Lanzone (’37)

ERA il 1937. I manfredoniani atterriti per le grandi onde che smuovevano i fondali, mentre il mare balzava increspato.

In quel piccolo gioiello panoramico: tre pescatori a bordo di un paliotto, caratteristica barca per la sciabica, con una potenza inaudita vennero trasportati nella foce di Rivoli, a due passi da Candelaro. Quì vennero sommersi, inghiottiti e risputati dopo un po’ quasi alla riva, sulla rena della foce Carlone, a pochi metri da un campo,dove passava un trenino, per i contadini del luogo.

Uno dei tre imbarcati, un certo signor Lanzone morì sul posto, mentre altri due poco più tardi accanto alla torre, senza nessun soccorso. Successe dalla descrizione del pescatore culunnell: “Il luogo era isolato, il contadino di quelle terre urlava ma non c’era nessuno, solo pochi vecchietti, patate e cipolle”. Finì che da solo prese il signor Lanzone e lo poggiò vicino ai binari sul ciglio. Mentre altri due vicino a un enorme ripiano di melma accalcata da mesi.

Dopo un anno da quella vicenda, con il mio battello passai per pescare dei granchi che servivano per la pesca dei polpi. A piedi scalzi e con il pantalone aggrovigliato era notte, con la mia lampada a petrolio, quando d’improvviso intorno alle due e un quarto..stranamente venni spinto e scaraventato violentemente in acqua, da una forza che non riuscivo a distinguere. Nel frattempo la lampada a contatto con l’acqua scoppiò come uno sparo di fuoco, tra la mia faccia mentre rotolavo tra quelle acque, mi alzai a quel punto stordito frastornato, appesantito dagli abiti, appena feci per voltarmi vidi un’enorme cane nero a capo chino“.

Mi spaventò terribilmente, ma per mia fortuna quel terribile animale si allontanò. Ripresi nel mio intento, col cuore che mi batteva forte, timoroso senza sapere cosa facessi ancora là. Quando ad un tratto una voce nell’aria che mi diceva: ‘Voglio stare in silenzio, vatten‘. Fammi stare un po’ in pace con l’anima, capito! Voglio riposare già da quella notte che non mi ha dato il tempo,di chiedere aiuto al Padre Mio’“.

Culunnell, terrorizzato, in quella voce riconobbe il signor Lanzone e con un grande brivido scappò via al battello. Fuggì via tremando di paura, cosciente ma intontito per l’accaduto di quella vicenda fuori dal comune.

Di Claudio Castriotta 

Redazione

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