Gatta:“Renzi taglia dove è più richiesta la presenza dello Stato, parlamentari si facciano sentire”

“La riforma della pubblica amministrazione al vaglio del governo Renzi declina il “modus operandi” della sinistra: operazioni di facciata, senza alcun significativo taglio dei costi, ma con una costante riduzione dei servizi ai cittadini. Così, la Capitanata è in prima fila in attesa della soppressione persino della Prefettura di Foggia, senza che qualcuno abbia considerato la domanda forte di legalità espressa dal territorio”. Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Con questo strampalato progetto –aggiunge- le prefetture saranno dimezzate da 105 a 40 e alla Puglia ne verranno riconosciute solo due: a Bari e l’altra, forse, in Salento. Ora, posto che i costi per le Prefetture (come del resto per tutte le amministrazioni pubbliche) sono per l’80% relativi al personale e, dunque, restano insopprimibili, ci domandiamo a che serva privare le comunità di presidi essenziali per testimoniare la presenza dello Stato. Questo è il primo nodo della questione, che si riverbera anche su tutto il piano di riordino.

Poi, ci sono argomenti preminenti per territori come la Capitanata, afflitti da un altissimo livello di criminalità.

Chiudere la Prefettura a Foggia significa non voler più garantire ai cittadini una lotta costante ed incisiva al mondo dell’illegalità. La criminalità organizzata è radicata e la percezione di sicurezza è particolarmente bassa nella Provincia più estesa della Puglia che, a maggior ragione, richiederebbe un potenziamento di presidi statali. Mi auguro –conclude Gatta- che i parlamentari della Capitanata sappiano farsi validi interpreti di questa necessità, perché fino ad ora sul destino della Prefettura foggiana si registra un silenzio assordante”.


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