I capitani del Manfredonia Calcio

Scrivere di calcio nel periodo natalizio è piacevole per via dell’imminente uscita dell’album dei calciatori, e pertanto aspettiamo trepidanti il prossimo regalo che l’editore di Modena vorrà donarci.
Ed in questa attesa i pensieri volgono alla nostra beneamata che due mesi orsono ha festeggiato i suoi 85 anni di storia.
La presenza contro il Taranto di Romito e La Porta mi ha dato il lume per scrivere sui capitani storici della nostra squadra. A dire il vero in campo ce ne erano tre, di cui uno con la fascia e due a fare da scudieri.
Chi ha visto bene la gara ha notato che a parlare con il primo assistente che ha segnalato il fuori gioco sulla rete di La Forgia (poi annullata) sia stato Ivan Romito. E chi dava la calma ai calciatori è stato Antonio La Porta, dopo la rete del 2 a 1 del Taranto.
Per un excursus dei capitani dobbiamo fare un piccolo sforzo di memoria, e scusarci con i lettori se dimentichiamo qualcuno.
Se dovesse essere così facciamo ammenda e ci inchiniamo umilmente per l’errore.
Per i lettori più esigenti li ringraziamo per l’attenzione e chiediamo scusa per la nostra sfacciataggine nel ricordare qualcosa di storico.
Per chi invece pensa che vorremmo fare una operazione di “Amarcord”, vogliamo replicare affermando che la storia fa parte del nostro DNA e non ci vergogniamo di rievocarla!.
Se poi qualcuno ritiene che queste righe siano un insulto alla comunicazione lucida e vivace, ebbene signori vi consiglio altri strumenti per maltrattarmi.
La sphairomachia, veniva praticata dai greci (letteralmente significa battaglia con la palla), con squadre formate da 12 o 14 atleti. A Sparta si giocava ad episkyros, mentre l’harpastum era in voga nell’antica Roma.
I nostri presero il vizio di giocare con la sfera (da σφαῖρα sphaira, palla, sfera), negli anni ’30 del XX secolo; il primo capitano fu Salvatore Grasso con Zagni allenatore.
In serie C la fascia passò ad Umberto de Angelis, pescarese doc, che giocò alcuni anni nella vecchia cava Salzano.
Nel 1949/50 il capitano fu Damiano Gelsomino, seguito da Lalino Caputo (al secolo “a castagne”, per via del suo formidabile tiro); a lui seguì Mario Rosselli da Piombino, ma sipontino di adozione.
Negli anni ’60 il capitano in campo e fuori dal terreno di gioco fu Salvatore Di Candia che ebbe il merito di costituire a Manfredonia una delle prime scuole calcio, cioè i NAG (Nuclei Addestramento Giovanile). Successivamente l’onere di rappresentare i biancoazzurri toccò a Donatino Di Bari (poi uno dei fondatori della Salvemini di Manfredonia), con l’ausilio di Gaetano Totaro.
Ad avere la fascia di capitano nel 1966/67 (prima promozione in D dei sipontini) fu Saverio Castriotta, e negli anni seguenti ancora a Donato Di Bari, per poi consegnarla definitivamente a Sasà Cisternino per circa un decennio.
Nei primi anni ’80 a rappresentare la squadra fu Arnaldo Trombetta, mentre nei campionati di Interregionale la fascia fu indossata da Rosario Facciorusso e Michele Totaro.
Negli anni ’90 l’onere passò a Giusy Varrecchia e Mino Balzano per poi essere al braccio di Matteo D’Arienzo e Michele D’Ambrosio. Nel campionato di Eccellenza 1998/99 il capitano fu Matteo Lauriola, mentre in D con mister Pantaleo De Gennaro il capitano divenne Vito Tuttisanti.
Con l’era Riccardi a vestire la fascia è stato Stefano Trinchera alternato da Antonio Calabro. Infine l’onere di capitano passò ad Ivan Romito.
Con la ricostruzione dell’era Sdanga il capitano divenne Elio Di Toro, ma ad indossare il segno del primus inter pares furono anche Matteo Totaro, Pasquale Trotta, Jonathan Moro. Ma la primazia spetterà sempre ad Ivan Romito con intervalli a favore di Antonio La Porta.
Nella stagione in corso invece ad essere investito dell’onere è stato Pasquale Trotta sostituito da Roberto De Giosa.
Concludo scrivendo che questo articolo me lo sono tolto di dosso come uno scafandro, e se lo riterrete loffio sarò lieto di ricevere le vostre doglianze.

Nella foto, Roberto De Giosa, attuale capitano del Manfredonia.

 

Ufficio Stampa Ssd Manfredonia Calcio




One thought on “I capitani del Manfredonia Calcio

  1. teofilo

    Non vedo perché deve essere martoriato e criticato. A me l’articolo è piaciuto e anche molto perché mi ha riportato indietro di oltre 50 anni. Grazie.

    Reply

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