Cronaca Capitanata

I primi nomi delle vittime dell’incidente tra treni in Puglia

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Cominciano ad avere un nome e un volto le vittime del disastro ferroviario di ieri in Puglia. Tra i pendolari che hanno perso la vita nello scontro tra due treni su quel binario unico ci sono giovani e anziani, figli, genitori e nonni. Chi andava semplicemente al lavoro, chi tornava da scuola, ma anche chi, pur non avendo preso il treno, si trovava al posto e nel momento sbagliati.

LA FUTURA SPOSA Jolanda Inchingolo a settembre avrebbe dovuto sposarsi e il fidanzato ora non si dà pace. La ragazza aveva 25 anni e il prossimo settembre si sarebbe unita in matrimonio con Marco, che ieri urlava disperato davanti all’ingresso dell’obitorio. “Doveva essere la madre dei miei figli”. Jolanda stava andando a Bari proprio per incontrare lui.

LO STUDENTE Antonio Summo, invece, aveva solo 15 anni e stava tornando da scuola dopo aver sostenuto un esame di riparazione. Il padre del ragazzo, di Ruvo di Puglia, non voleva che facesse l’esame proprio ieri mattina perché aveva mal di pancia. Poi però Antonio ha insistito, “papà devo recuperare due debiti formativi, lo sai”. Ad attenderlo alla stazione c’era il nonno.

IL POLIZIOTTO Fulvio Schinzari, 59 anni, residente ad Andria e vice questore a Bari, era appena rientrato dalle ferie. Era sul convoglio proprio per recarsi al lavoro. Nato a Galatina (in provincia di Lecce), sposato, con due figlie, era stato assunto nella Polizia di Stato il 25 ottobre 1989. Il suo corpo è stato riconosciuto da un collega poliziotto che stava lavorando ai soccorsi e che l’ha identificato.

IL NONNO PENSIONATO Enrico Castellano, di 72 anni, era originario di Ostuni, ma viveva a Torino dove era diventato dirigente al Banco di Napoli. Andato in pensione, tornava spesso per salutare i suoi familiari. Lunedì era atterrato a Bari con un volo diretto, perché oggi è il compleanno del nipotino. Avrebbe dovuto festeggiare anche il suo onomastico.

IL CONTADINO Giuseppe Acquaviva, 51 anni, invece, non era sul treno, ma è morto perché passeggiava lungo la ferrovia, tra gli olivi, perché agricoltore. E’ stato investito dalle lamiere esplose nella collisione.

IL METALMECCANICO Gabriele Zingaro, 23 anni, metalmeccanico di Andria. Aveva da poco trovato un posto in una fabbrica di Modugno e stava rientrando da Bari dove era andato per fare il controllo ad un dito che si era infortunato sul lavoro. L’ultima chiamata alla madre: “Mamma, non mi piace come è venuto. Forse dobbiamo fare un’altra operazione”.

IL VENTENNE Un altro giovanissimo stava tornando a casa dopo essere andato a trovare un’amica. Si tratta di Francesco Tedone, aveva 19 anni. Stava tornando a casa dopo essere andato a trovare un’amica. È è morto nel violento impatto.

LA MAMMA   Patty Carnimeo, 30 anni, lascia una bambina di due anni e mezzo. Faceva l’estetista e tutti i giorni, con quel treno, andava a lavorare a Bari la città dove era nata. Si era trasferita ad Andria dopo il matrimonio.

LA NONNA La signora Donata, ancora non è stato diffuso il cognome, ha salvato la vita al nipote Samuele, 6 anni. Il bambino era tra le sue braccia quando c’è stato lo scontro ed è stato salvato dai vigili del fuoco. Stavano andando a Barletta per prendere una coincidenza per Milano e tornare a casa dai genitori del bimbo. Il piccolo era in Puglia per passare qualche giorno di vacanza con la nonna. Pasquale Abbasciano, di Andria, invece era uno dei due macchinisti. A fine anno sarebbe andato in pensione.

IL MACCHINISTA Tra le vittime c’è anche il macchinista Pasquale Abbasciano, a un anno dalla pensione. Lo riferiscono alcuni suoi amici all’esterno dell’istituto di Medicina legale. Secondo quanto riferito dai conoscenti, era di Andria e scherzava spesso sul fatto che sarebbe andato presto in pensione. A quanto si apprende, inoltre, qualche anno fa Abbasciano sarebbe rimasto coinvolto in un deragliamento leggero dello stesso treno ma senza conseguenze.
“Era molto esperto, faceva questo lavoro da tanti anni”, dicono. Quella di ieri per Pasquale doveva essere una giornata felice: lo aspettavano ad Andria al municipio, perché sua figlia avrebbe recitato la promessa di matrimonio.

 

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Redazione

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