La nascita del football a Manfredonia

Il Calcio, a Manfredonia, come manifestazione agonistica, nasce nella metà degli anni ’20, non come fenomeno organizzato, ma come moto spontaneo di ragazzi che si riunivano in Piazza Duomo e giocavano con una palla improvvisata, fatta di pezza ed arrotolata con lo spago.

A portare una ventata d’entusiasmo furono i giovani universitari sipontini che studiavano nella dotta Bologna. Tra questi c’era Michele Bissanti, il quale diverrà il primo presidente del sodalizio calcistico.
Il Bissanti aveva una gran passione per la sfera di cuoio; e lui stesso non disdegnava di calzare scarpette da ginnastica ed indossare pantaloni alla zuava e camicione bianco e, così, “menare la danza” nella “Piazza grande”, ”mmizz’a chjisa granne”.

Considerate le ridotte dimensioni del terreno di gioco, le formazioni erano composte di sette elementi ciascuna. Poi, dopo le ripetute rimostranze degli abitanti della zona e dopo che alla sartoria di “settemegghiore” o “ndiste” erano stati più volte infranti i vetri, si decise di spostare il campo di gioco in largo Diomede. Ma anche qui le cose non andarono bene, perché a fine settimana sostavano le paranze di ritorno dai viaggi in mare.

C’era una ghiotta possibilità per delineare un buon campo di gioco: nella località “Acqua di Cristo” vi era l’ex “Piazza d’Armi”, servita alla regia artiglieria per le esercitazioni durante il primo conflitto mondiale. Ma quel terreno venne subito accantonato perché si era reso fortunatamente e fortunosamente disponibile l’ex Cava Salzano.

La prima squadra vede una formazione chiamata “U.S. Sipontina”, indi troviamo “Calciatori Liberi” (fino all’ottobre del 1932). Il 16 ottobre 1932, esce una notizia sulla Gazzetta del Mezzogiorno, in cui si afferma che anche a Manfredonia è costituita la locale Associazione Sportiva. Ora, anche se l’articolo compare il 16 ottobre, è da desumere che il giorno precedente o nei giorni precedenti a quella data si sia creata la società. Va pur detto che. “Associazione Sportiva”. non significava solamente calcio; nei desiderata del Regime fascista doveva essere inteso sport in generale: nuoto, atletica, canottaggio, ciclismo, ecc., insomma una polisportiva. Il Manfredonia, grazie anche ai buoni uffici del PNF, riesce ad organizzare, per quasi un anno, una serie d’amichevoli contro le squadre del comprensorio garganico e dauno.

Il Manfredonia parte con il torneo 1933-34 di Seconda Divisione Pugliese, e conquista subito la promozione in I Divisione, corrispondente all’attuale Serie C; il presidente è Michele Bissanti. L’esperienza dura poco (solo il torneo 1934-35, ma si vince il titolo regionale ragazzi), in quanto retrocede e si ripresenta nella stagione 1935-36 nel massimo torneo pugliese conquistando la promozione nella nuova Serie C. I rivali dei sipontini sono gli Sparlotti di Molfetta. Nonostante tutt,o entrambe le contendenti, insieme con il Dopolavoro Lecce, vengono promosse nella serie superiore. I tornei in terza serie, fino al 1939-40, sono abbastanza scialbi. Ma i tifosi ottengono belle soddisfazioni nel 1936-37 e nel 1937-38. Il primo campionato di serie C legittimerà il Manfredonia come matricola terribile e accrescerà il blasone dei biancoazzurri. Il 1939-40 è l’anno della retrocessione in I Divisione Pugliese. Ma siccome le casse sociali sono povere si opta per la II Divisione. Intanto scompare la vecchia Associazione Sportiva e nasce la Polisportiva Manfredonia che animerà il calcio sipontino prima, durante e dopo la II Guerra Mondiale.
GIOVANNI OGNISSANTI

Foto: il Manfredonia in amichevole contro il Barletta. In piedi da sin.: Capurso, Fariello, Nasuto C., Brescia, Nasuto F. Al centro da sin.: Fatone, Troisi, Zulli. In basso da sin.: Irace, Murgo, Foglia.

 

Note storiche tratte dal libro: “70 anni di emozioni”, Ed. A.S.S. 2002 a cura di Giovanni e Giuseppe Ognissanti.




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