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La verza: specialità lombarda alleata della cucina invernale

Cavolo di Milano o cavolo della Savoia sono altri due nomi che prende la verza per via della sua origine: viene infatti dalla Lombardia e pare fosse coltivato già in epoca antichissima. La differenza tra la verza, o Brassica oleracea var. sabauda, e il cavolo cappuccio? Le sue foglie grinzose e piene di nervature bianche, che la rendono particolarmente resistente al freddo, anche se non è particolarmente resistente alle malattie da funghi e ad alcuni insetti, come l’afide e i lepidotteri.

sliced green vegetable on black textile

Nonostante la sua provenienza italiana, il più grande produttore di verza è la Cina, come per moltissimi altri prodotti agricoli di cui abbiamo parlato, seguito da altri Paesi asiatici. È invece a Montalto Dora, nella provincia di Torino, che ogni novembre si tiene una tradizionale sagra della verza.

La verza è particolarmente apprezzata in diverse parti d’Italia: dal risotto alla verza con le costine di maiale a Piacenza alla zuppa di pane e verza nel Piemonte ai caponèt, involtini di verza diffusi nel piemontese. In Olanda, invece, è utilizzata per un famoso piatto nazionale, il boerenkool met worst, mentre in Grecia è spesso usato per i dolmades, gli involtini di foglie di vite.

person holding green leaf vegetable

Il cavolo verza ha caratteristiche molto simili ai cavoletti di Bruxelles e al cavolo cappuccio, appartenendo alla stessa famiglia, ed è carico di vitamina C. Questo lo ha reso un ortaggio importantissimo per le popolazioni del nord Europa, che non potevano trarre questa vitamina dagli agrumi, coltivati principalmente nel bacino del Mediterraneo. Oltre a ciò, la verza possiede naturalmente un alto contenuto di fibre.

E voi come cucinate la verza? Trovate qui le nostre ricette.

Manfrechef

Siamo Lucia e Raffaella, abbiamo 22 anni, siamo di Manfredonia e siamo laureate rispettivamente in Lettere e Scienze Politiche. Stiamo proseguendo i nostri studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e la Ca’ Foscari di Venezia. Viviamo da fuori sede e creiamo piatti senza pretese, per non morire di fame. Nel libero studiamo.

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