Storia

“Ricordo quando mi presentai a casa del prof. Vincenzo Di Lascia”

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Manfredonia. Erano i primi di Luglio del 1985 – quando conobbi  il prof. Vincenzo Di Lascia, con la sua maglia bianca alla scrivania tra tante carte e riviste, italiane e straniere.Ricordo come, in quei giorni di caldo,mi presentai a casa del prof. con la mia chitarra a tracolla e una decina di poesie,da me musicate.

Appena mi vide ,mi disse tra il serio e il faceto: ehi, mi ricordi Bob Dylan; mi fece accomodare ,ero giovanissimo,impacciato ,mi disarmava la sua cultura e la sua affabilità. Quando d’improvviso continuò con il discorso della musica, mi disse ,Dylan è un vero poeta,più che i poeti stessi.

Nel frattempo sopraggiunse la moglie del Di Lascia, la signora Brigida, una dolce poetessa, cara ed umile signora. In quella stanza piena di premi respiravo umiltà, cultura,filosofia ,il pensiero puro della vita ,cosa che non mi era mai successo prima.

Il prof. Vincenzo ,tra il dire e il fare ,dette un’occhiata alle mie canzoni – poesie, e rimase colpito da due di queste; in particolare ad una che raccontava la storia di una ragazzina che non camminava ,ed era inchiodata a una sedia.Poi si azzittì un attimo ,e mi disse questa la mando alla “Rivista Universitaria di Bari”al docente Giancane, io non sapevo neanche chi fosse,era uno importante.

Dopodiché il prof. che poi diventò il mio maestro,mi saluto col classico bacetto insieme alla moglie Rita… stamattina ripensando al caldo di ottobre,mi è tornato in mente quanti anni sono passati,ed ho presente nei miei occhi ancora i loro sorrisi candidi e sereni come pezzi di cielo tra le mani.

Di Claudio Castriotta

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