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Cavoletti di Bruxelles: una cattiva e ingiusta reputazione per questo ortaggio gustoso e nutriente

Una forma divertente e una cattiva reputazione sono i fattori che spesso rendono i consumatori scettici anche solo ad assaggiarli, e invece i cavoletti di Bruxelles sono una vera meraviglia per il palato. Il nome però, può trarre in inganno: i cavoletti, probabilmente, non sono originari di Bruxelles.

bowlful of vegetable salad

La cosiddetta Brassica oleracea, nella variante gemmifera, era verosimilmente conosciuta e consumata ai tempi dei romani e coltivata nell’area mediterranea. Tuttavia, la pianta sembra decisamente più adatta a climi freddi ma non gelidi, motivo per cui deve aver fatto la sua apparizione nell’area dell’attuale Belgio e Paesi Bassi almeno dal tredicesimo secolo. 

Più o meno tutti sappiamo come sono fatti i cavoletti, ovvero a forma di verza in miniatura, ma pochi conoscono il modo curioso in cui crescono questi ortaggi: quello che sembra un grosso fiore verde dal tronco spesso si solleva dal suolo anche fino a un metro, con questi mini-cavoletti incollati su ogni fianco, all’attaccatura delle foglie che crescono sul tronco.

green vegetable on brown wooden table

Ancora, contrariamente a cosa potrebbe suggerire il nome, non è il Belgio, di cui Bruxelles è capitale, ad essere il maggiore esportatore di cavoletti al mondo: arriva solo al quarto posto nella classifica mondiale, dopo Paesi Bassi (che esportano un terzo di tutti i cavoletti al mondo), Messico e Stati Uniti.

I cavoletti di Bruxelles sono tipicamente raccolti da ottobre a gennaio in Europa, mentre nel continente americano raggiungono anche una fascia di tempo che va da settembre ad aprile. Negli Stati Uniti, nello specifico, i cavoletti di Bruxelles iniziarono ad essere coltivati in Louisiana, nel 1700 dai coloni francesi che si stabilirono in quella zona.

I cavoletti di Bruxelles hanno una pessima reputazione e vengono considerati come sgradevoli all’odore e al sapore. Questo perché se cucinati troppo, i cavoletti rilasciano un odore sulfureo e diventano mollicci, mentre una cottura di 7 o 8 minuti in totale, magari al vapore, li rende croccanti e gustosissimi. Sono anche estremamente nutrienti: una sola porzione contiene il 100% del fabbisogno giornaliero di vitamina C e il 23% di acido folico. Sono inoltre ricchissimi di fibre e sembrano anche ottimi per la prevenzione del cancro.

E voi, come li cucinate? In padella, gratinati, al forno… le possibilità sono infinite. Trovate tutte le nostre ricette con cavoletti di Bruxelles qui.

Manfrechef

Siamo Lucia e Raffaella, abbiamo 22 anni, siamo di Manfredonia e siamo laureate rispettivamente in Lettere e Scienze Politiche. Stiamo proseguendo i nostri studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna e la Ca’ Foscari di Venezia. Viviamo da fuori sede e creiamo piatti senza pretese, per non morire di fame. Nel libero studiamo.

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