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Casa Sollievo, FP CGIL: “Il DG è deluso”? I lavoratori di più. Diritti e stipendi non sono opinioni, sono obblighi. Il diritto non si negozia con i video, si rispetta nei fatti”

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Foggia 15 maggio 2026 – Casa Sollievo, FP CGIL: “Il DG è deluso”? I lavoratori di più. Diritti e stipendi non sono opinioni, sono obblighi. Il diritto non si negozia con i video, si rispetta nei fatti.

In merito alle recenti dichiarazioni diffuse da parte del Direttore Generale della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”, Gino Gumirato, la FP CGIL avverte la necessità di riportare il confronto sul piano della realtà e del rispetto dei diritti dei lavoratori, lontano da narrazioni che sembrano ignorare la gravità della situazione attuale.

Bisogna sgomberare il campo da un equivoco pericoloso: definire “adeguati” gli stipendi dei dipendenti non è, e non potrà mai essere, una valutazione soggettiva o un’opinione della Direzione Generale.  In uno Stato di diritto, la congruità del salario è stabilita dalla Contrattazione Collettiva Nazionale, che rappresenta un obbligo contrattuale e di legge a cui nessuno può sottrarsi. Quando la Direzione decide unilateralmente di non applicare i rinnovi contrattuali, non sta semplicemente esprimendo un parere tecnico, ma sta violando un pilastro del diritto del lavoro. Il contratto collettivo (CCNL) non è un suggerimento, ma la base minima che garantisce la dignità del professionista e l’uniformità del trattamento economico. Pertanto, parlare di “stipendi garantiti” o “adeguati” mentre si bloccano gli aumenti dovuti è una distorsione della realtà: un salario non è adeguato se non rispetta le tabelle vigenti. La stabilità di un’azienda non si misura sulla capacità di contenere i costi calpestando i contratti, ma sulla capacità di onorarli. Se la Fondazione parla di “adeguatezza”, la FP CGIL parla di diritti maturati e non corrisposti.  Per quanto attiene allo stato dei decreti ingiuntivi, precisiamo che gli stessi sono già stati emessi e affidati, nel corso di questa settimana agli ufficiali giudiziari per la notifica.  È bene chiarire che i tempi e le modalità di consegna degli atti alla Fondazione non dipendono dalla volontà dei ricorrenti, ma dai tempi tecnici e burocratici degli ufficiali stessi, i quali dovranno recarsi personalmente presso gli uffici dell’Ente per gli adempimenti di legge. Questa corale iniziativa di tutela legale che interessa l’Ente non è il frutto di un disegno politico o di una pretestuosa volontà di scontro personale, ma rappresenta la naturale e inevitabile risposta dei lavoratori al mancato rispetto degli accordi economici. Non siamo di fronte a un atto di ostilità, ma alla ferma rivendicazione di chi non accetta di veder calpestata la propria dignità contrattuale. I lavoratori non chiedono regali, ma l’esatto corrispettivo di quanto già profuso, in termini di sacrificio e professionalità, tra le corsie dell’ospedale. Il Direttore Generale si dice “deluso” dalla Regione Puglia e dai sindacati, ma la FP CGIL ribalta al mittente questa delusione: sono le lavoratrici e i lavoratori ad essere profondamente amareggiati da una gestione che pretende di scaricare le inefficienze amministrative e i ritardi istituzionali direttamente sui salari di chi opera in corsia.

E mentre la Direzione rivendica un rigore gestionale che somiglia sempre più a un muro contro muro, la FP CGIL richiama tutti, al senso di comunità citato anche dal Cardinale Parolin.  Riprendendo l’alto monito del Cardinale, la FP CGIL ribadisce che lo “smarrimento dello slancio degli inizi” non può essere curato con la rigidità manageriale o con il sacrificio dei diritti.  Al contrario, serve ritrovare la via del dialogo autentico e porre fine a una gestione che sembra aver dimenticato che la missione dell’Opera passa innanzitutto attraverso il rispetto di chi ci lavora. Padre Pio fondò quest’opera sulla carità e sull’eccellenza: valori che mal si conciliano con il rifiuto di onorare gli impegni economici verso chi quella missione la porta avanti ogni giorno. Chiediamo alla Regione Puglia, PER QUANTO DI Sua competenza, un intervento deciso che vada oltre i tentativi di mediazione passati: serve una garanzia reale che tuteli il futuro dell’ospedale e la dignità salariale del personale.

La Fondazione va avanti solo se i lavoratori camminano alla pari, non se vengono calpestati.

Il Segretario generale FP CGIL

Angelo Ricucci

Il segretario aziendale Fp Cgil

Lorenzo Palena

La Vieste en Rose