
“Dimensionamento scolastico in Capitanata: priorità al servizio per il territorio”
All’esito del tavolo di concertazione tenutosi martedì 6 ottobre 2026 presso la Provincia di Foggia, le
organizzazioni sindacali esprimono forte preoccupazione e netta contrarietà per l’impostazione
emersa nel confronto sul piano di dimensionamento scolastico della Capitanata.
Con la DGR 974/2026 del 14 luglio, la Giunta Regionale ha dato esecuzione alla sentenza del TAR
Puglia sugli assetti scolastici provinciali. Con le nuove Linee di Indirizzo di agosto (DGR 1108/2026),
la Regione ha previsto la riapertura del confronto e la possibilità di ridiscutere e perfezionare gli
assetti territoriali per rispondere alle reali esigenze delle scuole e dei comuni. Riteniamo pertanto
necessario evitare che gli assetti già individuati vengano considerati immodificabili.
Nel corso dell’incontro, la Provincia ha confermato di voler procedere alla fusione tra il C.D. “San
Giovanni Bosco” e la Scuola Secondaria di I grado “L. Murialdo” di Foggia. Sulla base dei dati SIDI,
l’istituto risultante raggiungerebbe 1.413 alunni, superando significativamente il limite di 1.200
previsto dalle Linee di Indirizzo regionali.
Di fronte alle osservazioni delle organizzazioni sindacali, la Provincia ha definito il parametro
numerico un “criterio secondario” rispetto alla verticalizzazione, giustificando lo sforamento anche
con un possibile decremento demografico dei prossimi anni. Riteniamo tuttavia che una prospettiva
di diminuzione della popolazione scolastica, attuabile in tempi ad oggi non prevedibili, non possa da
sola giustificare oggi il superamento dei parametri previsti.
Un’altra questione riguarda l’ipotesi di trasferire la scuola secondaria di II grado dell’Istituto
Omnicomprensivo “D’Apolito” di Cagnano Varano all’I.I.S.S. “De Rogatis-Fioritto” di San Nicandro
Garganico. È stata richiamata anche la necessità di giustificare l’investimento infrastrutturale di 11
milioni di euro previsto a San Nicandro Garganico. Riteniamo che la programmazione della rete
scolastica debba essere distinta dalla programmazione degli investimenti edilizi: le scelte
sull’autonomia e sull’organizzazione degli istituti devono innanzitutto rispondere alle esigenze degli
studenti, delle famiglie e dei territori.
Ma è soprattutto sulla situazione del Comune di Vieste, di cui il Presidente della Provincia riveste
contestualmente la carica di Sindaco, che chiediamo un chiarimento politico e istituzionale.
La Provincia ha manifestato l’intenzione di procedere allo scorporo dell’IPEOA “Mattei” e del Liceo
“Fazzini-Giuliani”, mantenendo l’autonomia di quest’ultimo, che conta appena 344 alunni. Non
contestiamo la specificità di Vieste, né l’esigenza di garantire alla comunità locale un’offerta
formativa adeguata; chiediamo, piuttosto, di comprendere quali criteri oggettivi vengano utilizzati e
se gli stessi siano applicati in maniera uniforme a tutti i territori della provincia. La Provincia ha
richiamato, quale elemento di complessità, la presenza del convitto presso l’IPEOA “Mattei”. Ma se
la presenza di un convitto rappresenta un elemento tale da rendere non funzionale a Vieste la
coesistenza con un liceo, perché una soluzione analoga è stata invece adottata a Lucera, dove proprio
quest’anno è stato attivato un Liceo scientifico a indirizzo sportivo presso il Convitto nazionale
“Bonghi”?
Non si tratta di contrapporre due territori, ma la Provincia deve esplicitare quale sia il criterio
generale. Se il convitto costituisce un elemento di complessità, occorre spiegare perché tale
complessità non impedisca a Lucera la presenza di un percorso liceale e, invece, venga considerata a
Vieste una ragione per procedere allo scorporo.
La stessa esigenza di coerenza vale per il numero degli studenti. È difficile comprendere come, da un
lato, si possa sostenere il futuro decremento demografico come giustificazione per accelerare
l’accorpamento di Foggia e, dall’altro, valutare lo stesso criterio in direzione opposta per mantenere
l’autonomia di un liceo con i numeri minimi già citati.
La questione, pertanto, è se il piano di dimensionamento debba seguire una linea coerente per tutti i
territori o procedere attraverso valutazioni diverse caso per caso.
Per questo chiediamo che il confronto prosegua sulla base di criteri oggettivi, trasparenti, verificabili
e uniformi. La scuola della Capitanata ha bisogno di una programmazione che tenga insieme
sostenibilità, qualità dell’offerta formativa, tutela del personale e servizi efficienti.
Non chiediamo trattamenti di favore per nessun territorio. Chiediamo che non vi siano territori ai
quali vengano applicati criteri diversi.
L’ultima parola spetterà alla Regione, alla quale chiediamo di valutare le proposte provinciali con una
visione complessiva della rete scolastica e nell’interesse dell’intero territorio della Capitanata.
I rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali
FLC CGIL Giuseppe Ciuffreda
DIRIGENTISCUOLA Di.S.Conf. Roberta Procaccini
SNALS Confsal Angela De Santis
ANP Michele Gramazio
CISL SCUOLA Emma Gioseffi


