Scuola

Valutazione dirigenti scolastici, il CND chiede di cambiare i criteri

Il Comitato Nazionale Docenti chiede una revisione dei criteri di valutazione dei dirigenti scolastici: più peso alla qualità delle relazioni.

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Il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici torna al centro del confronto. Il Comitato Nazionale Docenti (CND) ha chiesto al Ministero dell’Istruzione e del Merito una revisione dei criteri con cui vengono valutati i presidi, ritenendo che gli attuali indicatori non rappresentino pienamente la complessità del ruolo. Secondo il Comitato, il modello vigente attribuisce un peso eccessivo agli aspetti amministrativi e quantitativi, mentre dovrebbe valorizzare maggiormente la qualità della leadership educativa, il clima organizzativo e la capacità di guidare la comunità scolastica. La richiesta arriva in una fase cruciale della procedura di valutazione relativa all’anno scolastico 2025/2026 e rilancia il dibattito sull’opportunità di adottare parametri più aderenti alla realtà delle scuole italiane.

Il CND: “Valorizzare anche benessere organizzativo e leadership educativa”

Il Comitato Nazionale Docenti ritiene che l’attuale sistema di valutazione debba essere aggiornato per fotografare in maniera più fedele il lavoro svolto dai dirigenti scolastici. Tra le proposte avanzate figura l’introduzione di indicatori capaci di misurare non solo il raggiungimento degli obiettivi amministrativi, ma anche la qualità della leadership educativa, il benessere organizzativo e la capacità del dirigente di costruire un ambiente di lavoro collaborativo e inclusivo.

Secondo il CND, la gestione di una scuola non può essere ridotta a parametri esclusivamente quantitativi. Ogni dirigente è chiamato quotidianamente ad affrontare problematiche organizzative, rapporti con docenti, personale ATA, studenti e famiglie, oltre a garantire inclusione, innovazione didattica e sicurezza degli istituti. Per questo motivo il Comitato chiede che tali aspetti trovino spazio nella valutazione finale.

Il documento evidenzia inoltre la necessità di costruire un sistema che favorisca il miglioramento professionale anziché essere percepito soltanto come uno strumento di controllo. Una valutazione più equilibrata, secondo il CND, potrebbe infatti contribuire a valorizzare il ruolo strategico dei dirigenti scolastici e a migliorare il funzionamento delle istituzioni scolastiche nel loro complesso.

La richiesta del Comitato apre così una nuova riflessione sul futuro del sistema di valutazione dei presidi, con l’obiettivo di renderlo più trasparente, condiviso e coerente con le responsabilità che caratterizzano oggi la dirigenza scolastica.

FONTI:

Orizzonte Scuola