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Storia

Una orripilante morte alla vigilia di San Michele Arcangelo

Manfredonia / Siponto parte sotto il monte – AMARA morte in un campo di Siponto nel 1948. Erano tempi di fame nelle contrade; oltre i campi dei canneti, dimoravano come tarli i fattori sulle loro proprietà.Un giorno – alla vigilia di San Michele Arcangelo – un signore originario di Monte Sant’Angelo – si avviò con una vecchia bici verso un campo di un fattore; sapeva bene dove raccogliere un secchio di fichi d’india; arrivato sul luogo, poggiò la bici contro un piccolo muro di pietra… ed entrò nella proprietà privata di questo signore benestante, ma evidentemente di animo duro.

Questo povero montanaro – vide che non c’era nessuno intorno ed iniziò a raccogliere un bel secchio pieno, colmo fino all’orlo di fichi d’india, spensierato; di spalle, stava per andar via, quando all’improvviso… parte un colpo di fucile da dietro; un colpo che gli perforò i polmoni, neanche il tempo di un Dio aiutami – che cadde morto col suo secchio, rovesciato addosso e la testa sulla terra calda – che si bagnava di sangue.

Era stato il fattore ad ucciderlo senza compassione, per un niente,come spesso accadeva in quegli anni; poi si avvicinò al corpo del morto, lo prese per la maglia e lo trascinò fino al pozzo un pò distante dal campo, lasciando uno strato di terra a forma di sagoma; lo mise proprio sul pozzo sotto il sole che picchiava e se ne andò via senza pietà come nulla fosse.Passò tutta la notte lì; nessuno aveva né visto e nè sentito niente; dopo molti giorni ancora, data la scomparsa, i carabinieri iniziarono le ricerche finchè – dopo indicazioni – trovarono il corpo del montanaro. Dopo alcune domande che fecero a dei fattori di quel luogo alla fine scoprirono l’assassino – che decise di confessare e fu portato via a braccio, mentre…. il giorno si era sanato del cielo che aveva rovesciato il cibo del pianto.


A cura di Claudio Castriotta 

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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