Precariato a scuola: le storie, i concorsi e l’algoritmo delle nomine
Tre docenti raccontano a Orizzonte Scuola anni di supplenze, concorsi superati e anomalie nelle graduatorie.

Francesco Bunetto di Orizzonte Scuola ha intervistato alcuni docenti precari. Lo scopo è stato dare voce a chi vive quotidianamente la realtà della scuola italiana. Una realtà fatta di anni di supplenze, trasferimenti e continui sacrifici senza una stabilità lavorativa. Nel corso della diretta, gli insegnanti hanno spiegato come il superamento dei concorsi e l’accumulo di titoli non garantiscano l’immissione in ruolo. Insegnanti lasciati spesso bloccati in un meccanismo di perenne incertezza. Dalle criticità nell’assegnazione dei posti tramite algoritmo fino all’applicazione controversa delle riserve di legge. I docenti, oramai esasperati, hanno illustrato l’impatto umano e professionale del precariato. Le testimonianze hanno evidenziato la frustrazione di dover ripetere procedure concorsuali già superate o di veder scavalcare il proprio merito e la propria esperienza sul campo. Attraverso i loro racconti, è emersa la richiesta urgente di riforme chiare, della fine della reiterazione dei contratti a termine e dell’attivazione di un canale di reclutamento equo e trasparente.
Precariato a scuola: la storia di Jenny
Jenny è una docente della provincia di Arezzo. Ha 11 anni di precariato, tre abilitazioni e un’idoneità al concorso PNRR1. La prof ha raccontato come, pur avendo superato le prove concorsuali, non sia stata immessa in ruolo dall’Ufficio Scolastico Regionale. L’amministrazione le ha comunicato che, pur avendo il merito, non disponeva delle riserve necessarie al di là dei tre anni di servizio già svolti. Jenny ha espresso forti perplessità sull’impatto della riserva del 15% per il servizio civile universale. Jenny ha ritenuto ciò penalizzante per chi ha anni di esperienza e non ha potuto accedere a tale opportunità in passato. Ha inoltre denunciato la gestione delle assegnazioni tramite l’algoritmo. Una modalità che costringe gli insegnanti a esprimere preferenze “al buio” senza conoscere le reali disponibilità di cattedre. Membro del Comitato Precari Uniti, Jenny ha promosso una petizione parlamentare contro la reiterazione dei contratti a termine. Ha inoltre proposto un sistema di reclutamento basato sul 50% da concorso e 50% dalle GPS. Al contempo, la docente ha deciso di non partecipare alle successive edizioni dei concorsi PNRR.
Davide e il paradosso dei concorsi infiniti
Davide è un docente originario di Bari con 9 anni di insegnamento tra Lombardia e Puglia. L’insegnante in questione è risultato idoneo sia al concorso PNRR1 sia alle edizioni successive. Durante la sua testimonianza, ha sollevato l’assurdità di un sistema che costringe i docenti a ripetere ciclicamente concorsi e percorsi abilitanti. Questo, nonostante siano già stati valutati idonei dallo Stato. Davide ha descritto il pesante costo emotivo e personale causato dai continui sradicamenti da colleghi, studenti e contesti familiari. A nome del movimento e del comitato precari, ha espresso forte sostegno al disegno di legge proposto dalla senatrice Ella Bucalo. Tale disegno di legge per Davide è l’unico strumento idoneo a garantire l’immissione in ruolo al 50% sia per gli idonei concorsuali sia per i precari storici della scuola.
Maria e il nodo della trasparenza nei bollettini GPS
Maria è docente di Palermo inserita nella prima fascia GPS per il sostegno nella scuola secondaria di secondo grado. L’insegnante ha sollevato un grave problema legato alla trasparenza e alla correttezza delle procedure informatizzate. Dopo la pubblicazione dei bollettini di nomina, ha riscontrato un’applicazione anomala della riserva per il servizio civile universale, la quale avrebbe superato la quota stabilita del 15% arrivando fino al 30%. Nonostante la presentazione di esposti e istanze di accesso agli atti presso l’USP di Palermo e l’USR Sicilia, Maria ha spiegato di non aver ricevuto verifiche o risposte esaustive, venendo privata anche della continuità didattica su un’alunna disabile del quinto anno. La docente ha evidenziato come gli insegnanti siano spesso costretti a svolgere personalmente controlli sulle graduatorie a proprie spese a causa della carenza di verifiche preventive da parte dell’amministrazione.
Il confronto con la politica e le parti sociali
All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti della politica e dei sindacati:
- Luigi Sofia (Movimento Idonei Esclusi) ha chiesto l’interruzione del “mercato dei titoli”, lo scorrimento delle graduatorie per tutti coloro che hanno superato un concorso dal 2016 a oggi e la conversione dell’organico di fatto in organico di diritto.
- La senatrice Ella Bucalo ha ricordato che in Italia l’accesso alla pubblica amministrazione avviene per concorso come previsto dalla legge, ribadendo tuttavia l’impegno a trovare una soluzione sostenibile che tuteli sia gli idonei concorsuali sia i precari storici.
- Ivana Barbacci (CISL Scuola) e Marcello Pacifico (ANIEF) hanno concordato sulla necessità di un blocco temporaneo dei nuovi concorsi ordinari, dell’istituzione di un doppio canale di reclutamento e della trasformazione dei posti in deroga (specialmente sul sostegno) in cattedre stabili per garantire la parità di trattamento ed evitare la reiterazione delle sanzioni europee all’Italia.
Considerazioni sulla situazione del precariato scolastico
Dall’analisi delle testimonianze e degli interventi emersi nella diretta, il precariato scolastico si configura non come un’emergenza congiunturale, bensì come una condizione ormai strutturale del sistema d’istruzione. Il paradosso centrale risiede nel cortocircuito tra formazione e inserimento: ai docenti viene richiesto un costante sforzo economico e personale per conseguire abilitazioni e superare concorsi, ma il raggiungimento dell’idoneità e l’accumulo di anni di servizio non garantiscono un canale di stabilizzazione certo. Tale incertezza prolungata genera riflessi negativi sia sulla vita dei lavoratori, costretti a continui trasferimenti e alla precarietà lavorativa, sia sull’efficacia dell’insegnamento, privando gli alunni della fondamentale continuità didattica. Nonostante vi sia una convergenza sostanziale tra sindacati e forze politiche sull’opportunità di adottare riforme come il doppio canale di reclutamento e la conversione dell’organico di fatto in organico di diritto, la complessità delle regole, l’uso dell’algoritmo per le nomine e le strettoie di bilancio sembrano impedire una soluzione organica.



