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Pomodoro: Coldiretti Puglia, annata a rischio tra costi alle stelle e aumento superfici

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POMODORO: COLDIRETTI PUGLIA, ANNATA A RISCHIO TRA COSTI ALLE STELLE (+50%) E AUMENTO SUPERFICI (+20%)

Guerra, rincari e incertezza sui prezzi mettono in crisi la filiera del Centro-Sud

Annata ad alto rischio per il pomodoro da industria, stretta tra l’aumento vertiginoso dei costi di produzione del 50%, legati anche agli effetti della guerra in Iran, e un forte incremento delle superfici coltivate stimato al momento in +20% che potrebbe generare squilibri di mercato. È questo il quadro di Coldiretti Puglia sull’annata del pomodoro in Puglia con i trapianti partiti in ritardo per la forte ondata di maltempo delle scorse settimane che ha ritardato le operazioni in campo, con una situazione particolarmente critica in Puglia nel Centro-Sud dove, a differenza del Nord Italia, non è stato ancora raggiunto alcun accordo sul prezzo.

Nel Nord è stato infatti già siglato un contratto al ribasso, con valori compresi tra i 13 e i 13,7 centesimi al chilo, inferiori rispetto allo scorso anno – denuncia Coldiretti Puglia – mentre al Centro-Sud le trattative sono ancora in corso, con la parte industriale che spinge per una chiusura su livelli più bassi, aumentando l’incertezza per gli agricoltori.

Il risultato è una combinazione pericolosa, con costi certi in aumento e ricavi sempre più incerti e potenzialmente in calo. In questo scenario la Puglia gioca un ruolo centrale, è infatti il principale polo della salsa Made in Italy nel Mezzogiorno, concentrato per l’84% in provincia di Foggia, leader del comparto – sottolinea Coldiretti Puglia – con circa 3.500 produttori impegnati su una superficie complessiva di circa 32mila ettari, per una produzione di 20 milioni di quintali e una Produzione Lorda Vendibile che sfiora i 180 milioni di euro, numeri di assoluto rilievo se confrontati con il dato nazionale, che si attesta su circa 55 milioni di quintali di produzione e 95mila ettari investiti.

A pesare è soprattutto l’impennata dei costi di produzione, con fertilizzanti sempre più cari e difficili da reperire, rincari energetici, aumento del gasolio agricolo e costi più elevati lungo tutta la filiera – insiste Coldiretti Puglia – dalle piantine ai mezzi tecnici, una situazione aggravata dalle tensioni internazionali, che stanno incidendo sia sui prezzi che sulla disponibilità delle materie prime.

Allo stesso tempo, si registra un forte aumento delle superfici coltivate a pomodoro in diversi areali produttivi, dal Nord Italia alla Campania, fino alla Calabria e alla Capitanata, dove – spiega Coldiretti Puglia – il riempimento degli invasi e il miglioramento della disponibilità idrica hanno spinto molti agricoltori a investire nuovamente nel pomodoro, anche per compensare l’andamento negativo del grano.

Una dinamica che, se da un lato rappresenta un segnale positivo, dall’altro rischia di trasformarsi in un boomerang, con l’eccesso di offerta – segnala Coldiretti Puglia – unito a una raccolta che si preannuncia concentrata a causa dei ritardi nei trapianti dovuti alle piogge primaverili, potrebbe infatti saturare la capacità di lavorazione dell’industria e comprimere ulteriormente i prezzi.

In questo contesto pesa anche la storica frammentazione della filiera del pomodoro nel Centro-Sud, che rende più difficile costruire accordi di valore tra parte agricola e industriale, a differenza di quanto avviene nel Nord dove il sistema appare più strutturato. Se non si interviene rapidamente per riequilibrare i rapporti di filiera e garantire prezzi equi, il rischio concreto è quello di una campagna che, nonostante le buone prospettive produttive, possa trasformarsi in una vera e propria crisi per le imprese agricole.

Bari, 29 aprile 2026

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