Economia

Pasta Day: aumenta l’import del grano straniero nel 2026

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PASTA DAY: COLDIRETTI PUGLIA, CRESCE L’INTERESSE PER IL 100% MADE IN ITALY MA AUMENTA IMPORT GRANO STRANIERO NEL 2026 (+85MILA TON)

Arrivate dall’estero oltre 1,75 milioni di tonnellate di grano duro nei primi sette mesi dell’anno, quasi 85mila tonnellate in più

Cresce l’interesse dei cittadini per la pasta prodotta con grano 100% italiano, ma la filiera nazionale continua a dipendere fortemente dalle importazioni dall’estero, aumentate del 5,1% nei primi sette mesi del 2026, con oltre 1,75 milioni di tonnellate di grano duro straniero arrivate in Italia, quasi 85mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto denuncia Coldiretti Puglia, in occasione del World Pasta Day che si celebra il 25 ottobre, sulla base dei dati provvisori ISTAT, che fanno emergere una contraddizione sempre più evidente tra il valore riconosciuto dai cittadini al Made in Italy e la crescente pressione delle importazioni di grano dall’estero.

Intanto il successo della pasta italiana continua sui mercati internazionali, con le esportazioni aumentate del 2,9% in quantità nei primi sette mesi del 2026, pari a circa 39mila tonnellate aggiuntive rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo le rilevazioni ISTAT – segnala Coldiretti Puglia – una crescita che conferma la forza del prodotto italiano all’estero, ma che deve tradursi anche in maggiori opportunità economiche per gli agricoltori che producono il grano duro necessario alla trasformazione.

A pesare sulla filiera è anche la questione della reciprocità delle regole produttive – spiega Coldiretti Puglia – con particolare riferimento all’utilizzo del glifosate in preraccolta, pratica vietata in Italia dal 2016 ma consentita, nel rispetto delle normative locali, in Paesi come il Canada, tra i principali fornitori di grano duro del mercato italiano. Una differenza che, secondo Coldiretti, determina condizioni di concorrenza non omogenee e impone di rafforzare i controlli sui prodotti importati, verificando il rispetto delle norme europee sui residui di fitofarmaci e assicurando piena trasparenza sull’origine delle materie prime utilizzate.

La tutela della salute dei cittadini deve rappresentare una priorità assoluta – ribadisce Coldiretti Puglia – attraverso controlli rigorosi, tracciabilità e applicazione del principio di reciprocità, affinché il grano importato sia sottoposto a garanzie equivalenti a quelle richieste agli agricoltori italiani. Il tema non riguarda soltanto il rispetto dei limiti di legge sui residui, ma anche la necessità di evitare che le differenze tra le normative produttive dei diversi Paesi si traducano in vantaggi competitivi a danno delle imprese nazionali. Coldiretti Puglia ribadisce per questo la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e lungo tutta la filiera, assicurando ai consumatori informazioni chiare e verificabili sull’origine del grano utilizzato per produrre la pasta.

Una situazione particolarmente delicata per la Puglia, dove il grano duro rappresenta una produzione strategica per l’economia agricola e per la tenuta delle aree rurali. Nel 2025 la produzione regionale si è attestata intorno a 787mila tonnellate, nonostante le difficoltà che attraversano le aziende cerealicole, strette tra costi crescenti, incertezza dei mercati e insufficiente remunerazione del prodotto.

Il legame tra la pasta e il territorio resta profondamente radicato anche nelle abitudini alimentari delle famiglie pugliesi, con orecchiette e cavatelli fatti in casa che continuano a rappresentare un patrimonio della tradizione gastronomica regionale – aggiunge Coldiretti Puglia – una cultura del cibo che coinvolge anche le nuove generazioni e che trova nella Dieta Mediterranea un modello alimentare fondato sulla varietà, sull’equilibrio nutrizionale e sulla valorizzazione delle produzioni agricole del territorio.

Per Coldiretti Puglia è indispensabile rafforzare i contratti di filiera pluriennali, garantire prezzi equi e trasparenti, superando le distorsioni nella formazione dei prezzi. Occorre inoltre contrastare le pratiche commerciali sleali, intensificare i controlli sulle importazioni e sostenere la produzione nazionale – conclude Coldiretti Puglia – affinché il valore economico generato dalla pasta italiana venga distribuito in maniera più equa lungo tutta la filiera.

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