Natura

“Non rovinate il miracoloso Lago di Occhito un patrimonio inestimabile”

CHI pensa alla Puglia quale regione di spiaggia, sole e vento dovrà contraddirsi. Meraviglie naturalistiche come il Lago di Occhito, sul Fortore in provincia di Foggia e Campobasso (a cavallo tra Molise e Puglia), sono perle che l’ingegneria idraulica ha voluto regalare a noi pescatori.

In realtà trattasi di un invaso nato per scopi irrigui, che alimenta il molise e la capitanata (è infatti sotto il controllo del consorzio irriguo per la capitanata).

La mastodontica opera di costruzione della diga è durata diversi anni, frutto di investimenti della Cassa del Mezzogiorno e del Piano Marshall.

La diga è stata realizzata alla fine degli anni ’50, per far fronte alle esigenze idriche della provincia di Foggia.

I lavori di costruzione della diga ebbero inizio nel 1957 e si sono protratti fino al 1966, per ben 9 anni. E’ certamente una delle dighe in terra battuta più grandi di Italia ed il muro di sbarramento si trova in una strettissima gola scavata dal fiume Fortore, che lo alimenta costantemente con acque pulite e cristalline. L’ Occhito raggiunge un’altezza massima di 198 m per una capienza pari a 300 milioni di metri cubi. Ciò che colpisce il visitatore è la meravigliosa simbiosi che c’è tra questo lago artificiale ed i paesi circostanti. Sembra che nulla sia stato toccato dal tempo, quasi che la mano dell’uomo non sia mai esistita.Il lago di Occhito è popolato da carpe, carassi, cavedani, scardole, anguille, persici e black bass. Le acque sono piuttosto pescose e rappresentano un esempio di ottima gestione qui al sud Italia. Durante la nostra escursione abbiamo anche verificato una discreta manutenzione stradale.

Di Claudio Castriotta

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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