
Nicola Borgia, il sacerdote che insegnava “con affetto e con senno”
Camminando al pianterreno dell’ex edificio Bozzelli, che oggi ospita gli uffici tecnici comunali, ci si imbatte in una lapide.
Dietro quelle parole incise nel marmo c’è la storia di Nicola Borgia, sacerdote manfredoniano, nato il 5 aprile 1837 e morto il 21 marzo 1875, quando non aveva ancora compiuto trentotto anni. Una vita breve, eppure abbastanza intensa da lasciare un segno così profondo da meritare il ricordo della città.
La lapide lo definisce “benemerito della pubblica istruzione nelle lettere italiane e latine” e racconta che per tre lustri, circa quindici anni, dedicò la propria vita all’insegnamento.
Ma sono soprattutto alcune parole ad avermi colpita.
I suoi contemporanei definirono quella sua attività un vero e proprio “apostolato” e scrissero che, in quelle scuole, Nicola Borgia insegnò “con affetto e con senno”, contribuendo a sottrarre all’ignoranza “i figli del popolo”.
Una frase che oggi può sembrarci lontana, ma che ci restituisce immediatamente il senso di quell’epoca. Siamo negli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia. La scuola pubblica sta ancora costruendo le proprie fondamenta. L’istruzione non è affatto una conquista scontata e per moltissimi bambini imparare a leggere e a scrivere significa aprire una porta che, per le generazioni precedenti, era rimasta chiusa.
Ed è dentro quella Manfredonia che Nicola Borgia insegnava.
Probabilmente iniziò intorno al 1860 e continuò fino alla sua morte, proprio negli anni in cui la città stava organizzando e strutturando le proprie scuole comunali.
Nel 1868 il Consiglio comunale aveva deciso di intitolare le scuole elementari cittadine a Francesco Paolo Bozzelli, il grande letterato, avvocato e uomo politico di origine manfredoniana.
E la lapide di Nicola Borgia si trova proprio nell’ex edificio Bozzelli.
La lapide fu posta “col concorso della cittadinanza”. E forse questo dice più di tante altre parole sul segno che Nicola Borgia aveva lasciato.
Di lui non si volle ricordare una carica o un titolo. Si volle ricordare il modo in cui aveva insegnato. Con affetto e con senno.
Ed è proprio nei primi giorni di scuola che questa storia acquista ancora più significato.
Mentre le aule tornano a riempirsi, mentre ricominciano lezioni, incontri, paure, entusiasmi e nuove avventure, vale la pena fermarsi davanti a quella lapide.
Per ricordarci che la scuola non è mai stata una conquista scontata.
E che anche Manfredonia ha avuto uomini che hanno dedicato la propria vita a rendere l’istruzione una possibilità concreta per i più giovani.
Nicola Borgia è uno di loro.
Maria Teresa Valente


