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Storia

Nacque in una traversa di Via Maddalena il primo teatro moderno di Puglia e tra i primi d’Italia

Quando passeggiate in via Maddalena, soffermandovi alla fontana poco distante dall’Arco Boccolicchio provate a chiudere gli occhi: sentirete gli schiamazzi e le grida divertite incastonate in eterno in questo luogo un tempo magico ed oggi quasi un anonimo vicolo. Ci troviamo in Largo del Teatro Vecchio, dove un tempo sorgeva il primo e più antico teatro dell’intera Puglia e tra i primi in Italia. Incredibile, vero?

Correva l’anno 1708 quando Giacomo De Florio, patrizio sipontino appartenente ad una delle famiglie più facoltose ed in vista di Manfredonia, decise di costruire a proprie spese un teatro completo di sipario e scene mobili per far sì che “gli animi dei giovani, che si lanciano attraverso i pericolosi sentieri dei sensi, vengano richiamati alla pubblica allegrezza, affinché per mezzo delle conversazioni scherzose delle commedie, le attività dei costumi, della scuola, del corpo e della mente vengano restituiti all’eleganza…”. Così si leggeva su di un’epigrafe posta proprio sulla sommità del Teatro De Florio a Manfredonia ed il cui testo è stato recuperato dallo storico sipontino Antonio Universi.

Se pensiamo che il Teatro San Carlo di Napoli venne costruito su volontà di Carlo di Borbone nel 1737, il teatro alla Scala di Milano nacque nel 1776 per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, il Gran Teatro La Fenice di Venezia fu realizzato nel 1792 ed il Petruzzelli di Bari soltanto nel 1903, possiamo renderci conto di quanto sia stato precursore il teatro De Florio a Manfredonia per l’intera Puglia ed addirittura in Italia.

Tra l’altro, esso era utilizzato non solo per accrescere la cultura dei giovani, ma con le entrate derivanti dal biglietto d’ingresso, la famiglia De Florio finanziava l’orfanotrofio femminile accanto alla chiesa Stella. Quindi, un’opera doppiamente encomiabile.

Purtroppo, sul finire dell’Ottocento fu distrutto da un rogo e mai più ricostruito. Di questo antichissimo teatro sipontino si sa molto poco e le notizie frammentarie si attingono da citazioni prese qua e là da antichi libri. Di certo sappiamo che il 26 ottobre 1842 andò in scena un famoso dramma dal titolo: ‘Il fondatore di Manfredonia, ossia Manfredi re di Napoli alla battaglia di Benevento’, componimento teatrale molto in voga all’epoca, che ebbe grande successo anche a Napoli.

Poi, come nebbia al sole, il teatro De Florio si dissolse materialmente dalle strade della città, ma anche dai ricordi dei sipontini e dalle pagine di storia.

Di ciò che è stato il primo teatro in Puglia, nonché tra gli antesignani del teatro moderno in Italia, non resta a Manfredonia che una sbiadita scritta in una stretta traversa del centro storico cittadino che anonimamente e sommessamente indica, senza alcuna enfasi, un “Largo del Teatro Vecchio”.

In questo luogo che trasuda di storia, innovazione e cultura, sarebbe invece importante evidenziare con una targa che fu proprio qui che nacque il primo teatro moderno della Puglia e tra i primi d’Italia. Non ci credete ancora? Provate ad avvicinarvi alla fontana… e a chiudere gli occhi…

Maria Teresa Valente

Maria Teresa Valente

Giornalista pubblicista dal 2000 ed impiegata, esercita anche l’attività di mamma full time di due splendidi e vivacissimi bambini: Vanessa e Domenico. È nata e cresciuta a Manfredonia (FG), sulle rive dell’omonimo Golfo, nelle cui acque intinge quotidianamente la sua penna ed i suoi pensieri. Collabora con diverse testate ed ha diretto vari giornali di Capitanata, tra cui, per 10 anni, Manfredonia.net, il primo quotidiano on line del nord della Puglia. Laureata in Lettere Moderne con una tesi sull’immigrazione, ha conseguito un master in Comunicazione Politica ed è appassionata di storia. Per nove anni è stata responsabile dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco di Manfredonia. Ancora indecisa se un giorno vorrebbe rinascere nei panni di Oriana Fallaci o in quelli di Monica Bellucci, nel frattempo indossa con piacere i suoi comodissimi jeans, sorseggiando caffè nero bollente davanti alla tastiera, mentre scrive accompagnata dalla favolosa musica degli anni ‘70 e ‘80.

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