
Manfredonia. Giovanni col giunco in bocca e la strada per la Dogana
Manfredonia – ERA autunno quando Jiuvanne u Staghiete si era congedato dal suo lavoro di pescatore dopo anni di attività per mare. Aveva detto basta anche perché JiuvanneManfredonia – ERA autunno ,quando Jiuvanne con l’abitudine di portare sempre il giunco in bocca, si era congedato dal suo lavoro di pescatore dopo anni di attività per mare. Aveva detto basta anche perché Jiuvanne era molto malato.
Ricordo quando faceva il tragitto giornaliero dalla chiesa di Sant’Andrea. Era ottobre, già freddo. Jiuvanne soffriva di una grave malattia. La tubercolosi perenne non guariva mai nonostante le cure. Un giorno mentre camminavo alle sue spalle lui, col suo giunco in bocca, si recava in paese per prendere un po’ di svago. Sputò tanto di quel sangue da farmi impressione. Poi se ne ritornò a casa guardandomi fisso negli occhi mortificato.
Jiuvanne dal giunco, chiamato così perché aveva poca aveva problemi per via della cattiva respirazione, e un amaro in bocca.Lui,Giovanni era un carissimo amico del mio babbo ed era molto bravo. Lasciava le impronte di sangue sul percorso del Viale del Villaggio. Oggi caro Giovanni ho voluto solo ricordare quando con umiltà te ne sei andato in silenzio tra l’odore delle castagne arrosto nell’aria nebbiosa.
di Claudio Castriotta


