
FRANCESCO PAOLO BOZZELLI
A cura del Cavaliere Michelarcangelo SIMONE

Francesco Paolo BOZZELLI
Molti di noi manfredoniani hanno frequentato la scuola elementare BOZZELLI, oggi purtroppo non esiste più, e credo che pochi sappiano il perché è stata intitolata ad uno dei più grandi uomini di Manfredonia dotato di alte doti e qualità d’ingegno.
Ebbene, Francesco Paolo BOZZELLI, è stato un ministro, sensista, liberale, letterario, filosofo e uomo politico. Nacque a Manfredonia alle ore una del venerdì del 21 aprile 1786 da Michele Giovanni dottor fisico di Roseto e da D. Maria Vittoria Ricci di Vieste. Fu portato a battesimo dal signor D. Nicola delle Santi sipontino e da D. Maria Giuseppa Ungaro di Napoli. Gli vennero imposti i nomi di Francesco da Paola, Domenico, Anselmo.
Compì i suoi primi studi presso i Padri Scolopi. Ebbe come protettore e maestro il famoso Arcivescovo Tommaso Maria Francone, il dotto Arcivescovo Gaetano del Muscio celebre fisico e matematico. Nel 1806, dietro consiglio di quest’ultimo si recò a Napoli, dove sotto la guida del giudice Michel Terracina e del celebre giurista Nicola Valletta potè perfezionare i suoi studi. Laureatosi in legge nel 1812, partecipò ad un Concorso di Uditore al Consilio di Stato che vinse, segnalandosi per leggi amministrative.
Nel 1915 pubblicò un volume di liriche. Nel 1815-1816, fece parte di una Commissione per la Sanità pubblica, portando il suo alto contributo, la sua intelligenza ed esperienza; fu poi Consigliere di Stato. Al portafogli dell’Interno aggiunse anche l’Interim dell’Istruzione pubblica e dopo solo quest’ultimo. Fu il più quotato ministro e filosofo del Meridione oltre che letterato e uomo politico del 1948. Ebbe parte attiva nei turbinosi anni del 1848-49. Nel 1820 fu segretario generale del Comitato di salute pubblica. Alla vigilia della partenza di Ferdinando I, per il Congresso di Lubiano (13.12.1829), il suo nome figurava tra li uomini illustri del seguito (Guglielmo Pepe, etc.).
Nel 1821 venne eletto Commissario civile del Re per le provvigioni delle milizie nei compartimenti degli Abruzzi. Nel marzo di questo stesso anno, avendo Ferdinando abolito la Costituzione, fu imprigionato per volere del principe di Canosa perché si era compromesso in politica. Liberato fu costretto ad abbandonare la sua patria per 17 anni e girovagare per l’Europa (Parigi, Londra e Bruxelles). Nel giugno 1822 fu dichiarato prescritto. Rientrato nel 1837 a Napoli organizzò il Partito Liberale e riprese la sua professione di avvocato, che subito trascurò per servire la patria.
Nel 1839 a Parigi fu, col Poerio, amico e collaboratore di alcune pubblicazioni di giurisdizione comparata. A tale iniziativa vi aderirono ingegni come il Savigny, il Mittermajer, Casrlo Comte, il Lucasm il Cormenin ed il Warnkonig. Fu amico di Nicol Nicolini e Giuseppe de Thomasis. Nel 1830, sotto Ferdinando II, fece parte in qualità di redattore Capo della Commissione per redigere il progetto della Statuto, composto di otto capitoli e 89 articoli. Nel 1840, assieme al Poerio, al Blanch e tanti altri svolse un ruolo attivissimo nella preparazione e nel coordinamento dell’attività politica dei liberali meridionali, mantenendo sempre fede al vecchio programma costituzionale contro l’ala avanzata del medesimo schieramento liberale (avversa ai Borboni e al piano di riforme da attuarsi all’interno del regime).
Il 30 gennaio 1848, nella qualità di Ministro, non si piegò ai voleri dei Partiti, tenendo così fede all’integrità costituzionale. Per questo gli intellettuali lo ritennero sostegno del potere regale anziché garanzia di libertà. Sconfortato dalla malvagità e prepotenza degli uomini, nella seduta del 27 luglio 1848, rispondendo ad una interpellanza (sui poteri concessi al generale Nunziante di sciogliere e riorganizzare la Guardia Nazionale dei Comuni ribelli della Calabria) del Dragonetti.
Nel marzo 1844 fu di nuovo arrestato e condotto nelle carceri di Castel S. Elmo assieme all’amico Carlo Poerio ed altri cospiratori del liberalismo napoletano (Mariano d’Ajala, Matteo d’Agostino, Getano Badolisani, Michele Primicerio, il Marchese Luigi Dragonetti, i fratelli Assanti ed altri…) Fu alfiere dei liberali nel 1848, e uno dei migliori ingegni d’Italia. Liberato il 22.09. 1948, veniva nominato dal duca di Serracapriola, Ministro dell’Interno nel Primo gabinetto Costituzionale e l’anno dopo Ministro della Pubblica Istruzione.
Il Bozzelli fu uomo di sani principi liberali, (redattore del Liceo Costituzionale, Consigliere di Stato nel Nonimestre, Ministro e filoso pugliese del secolo XIX, scrittore, poeta e amministratore). Per queste sue alte doti e qualità d’ingegno fu elevato a Pari del Regno.
Il Bozzelli scrisse vari componimenti poetici e poesie varie, saggi, un romanzo storico intitolato “La strega di Manfredonia”in cui parla dell’invasione dei Turchi del 1620, e diversi scritti che lo resero famoso.
L’amore per il popolo, la sua integrità d’uomo e di ministro e l’intransigenza per l’integrità costituzionale, alla quale tenne fede, lo resero bersaglio di molti intellettuali e colleghi mentre egli fu saggio e generoso con tutti. Il nostro concittadino serbò sempre di Manfredonia un grande amore, come si rileva dalla corrispondenza epistolare col Giordani, dove, tra l’altro, si dice: “… la voluttuosa idea di potere un giorno ritrovare nei miei occhi un’ultima lacrima per versarla sulla terra che mi vide nascere e che io credo di non aver mai disonorata”. E’ questa l’eredità lasciataci dal nostro Francesco Paolo… Oggi lo dovremmo seguire su questa strada, cosa difficile da imitare.
Una nota molto triste: godeva di una piccola pensione di Consigliere di Stato che in seguito gli fu tolta per vendetta, perché fu ingiustamente ritenuto ricco. Il Bozzelli morì povero e dimenticato in una villa di suo fratello a Posillipo o meglio Coroglio, trovando solo negli studi pace e conforto, il 2 Febbraio 1864.

Scuola Elementare Francesco Paolo BOZZELLI 1910
Gli fu intitolata la prima Scuola Elementare, i cui lavori iniziarono con contratto d’appalto il 4 novembre 1903 e terminarono il 29 ottobre 1910. La somma presumibile spesa fu di circa L. 54.230.27, con mutui della Cassa DD.PP.

Anni ‘30. Scolari della Scuola elementare Francesco Paolo Bozzelli in divisa da Balilla per i saggi ginnici del sabato fascista con il M° Don Cuccia sacerdote.

Una Scuola Elementare Bozzelli degli anni ’60
Fu la prima scuola elementare pubblica di Manfredonia, intitolato a Francesco Paolo Bozzelli, inaugurata nel 1908, costruitaappositamente in città alle spalle del Comune con ingresso da Via Campanile, nr. 4.
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Cav. Michelarcangelo SIMONE


