La Federazione Italiana Sommelier per il terzo livello a Manfredonia

L’Elmo di Diomede e i Vini del Promontorio
La Federazione Italiana Sommelier per il Terzo Livello a Manfredonia
Vi sono terre che la storia, o forse il Fato beffardo, ha destinato a rimanere ai margini dell’Urbe, eppure sono lì che si forgiano le anime più coriacee e si distillano i nettari più sinceri. Parlo, ovviamente, del Gargano, quella propaggine d’Italia che si protende nell’Adriatico come l’elmo bronzeo di Diomede, un promontorio che fino ad oggi pareva immune alla sommelieristica liturgia. Ma il vento è mutato.
A Manfredonia, città che fu Siponto e che porta ancora i segni della grandeur sveva, è accaduto l’imponderabile. Non un baccanale improvvisato, per carità, ma un rito d’iniziazione, il terzo livello, la pietra angolare della sapienza enoica firmata AIS. Un traguardo che sa di miracolo, il primo corso che osa inerpicarsi sulle pendici del monte sacro e che vede dipanarsi il Terzo livello il Corso di Sommelier, riconosciuto dalla Ais.

La platea dei neofiti non è gente di città languida. Sono garganici veraci, giunti qui come pellegrini laici da Monte Sant’Angelo, il paese dell’Arcangelo guerriero, da San Giovanni Rotondo, Mattinata, e dalla stessa Manfredonia. Gente abituata al vento salmastro, alla fatica della terra carsica. Non verranno a lezione per vezzo, ma per necessità dello spirito e del palato.
A orchestrare questa sacra rappresentazione del gusto, due maestri di cerimonia, due officianti del calice. Il primo, il Fiduciario Amedeo Renzulli, maître sommelier, custode dei segreti che il vino sussurra solo a chi sa ascoltare. Il secondo, il promotore, il Professore Roberto Martino, docente Ipea M. Lecce e Direttore d’hotel/Consulente commerciale, l’uomo che ha osato sfidare la provincia e portare il verbo dell’abbinamento in terra ausonia.
Il sinedrio si riunisce tra le mura del Ristorante Riviera, agorà del sapore enologico. E il calendario didattico non è un semplice elenco di lezioni, ma un vero e proprio atlante dell’esistenza, un cammino che, dal novembre 2025 al febbraio 2026, porterà gli adepti a penetrare i misteri dell’analisi sensoriale.

Si inizia con la teoria dell’abbinamento, l’alchimia suprema. Poi, giù nel pozzo del gusto: uova e salse, erbe aromatiche che sanno di macchia, oli che sono oro liquido. Verrà il turno del prodotto ittico, il pescato dell’Adriatico, che esige rispetto e un bianco sapido e minerale.
E ancora: cereali, funghi, il tartufo che è gemma nera della terra, ortaggi e legumi, la carne, i salumi che sono poesia del maiale, i formaggi, i dolci che peccaminosi chiamano a gran voce un Moscato di Trani, fino al cioccolato, il caffè e, dulcis in fundo, l’approfondimento della degustazione.
Per tre anni, questi pionieri apprenderanno a decifrare il verbo della vigna, fino a diventare Sommelier Professionisti.

Il Gargano, d’ora in poi, non sarà più solo terra di turisti e di tarantella, ma anche culla di sommeliers, alfieri di un nuovo rinascimento enogastronomico. Beva chi vuole, io sto a guardare, ma il calice è già levato in onore di questa epopea sipontina. Il vino è servito, la leggenda abbia inizio.
Giovanni Ognissanti