Spettacolo Italia

Italia 1 Plus: il canale Mediaset che quasi nessuno ricorda

Nel 2006 Mediaset lanciò Italia 1 Plus, un misterioso canale “parallelo” raggiungibile col tasto rosso del digitale terrestre.

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C’è chi ricorda le prime fiction di Italia 1, chi i pomeriggi con Dragon Ball e Smallville, e poi c’è chi — tra i più attenti o i più fortunati — giura di aver visto comparire sullo schermo una scritta: “Italia 1 Plus – Premi il tasto rosso per entrare”. Era l’estate 2006, e quella promessa sembrava arrivare dal futuro. Il digitale terrestre era ancora un giocattolo nuovo, i decoder avevano la grafica squadrata e le famiglie si dividevano tra chi vedeva tutto e chi nulla. In mezzo, Mediaset decise di sperimentare: creare un “canale parallelo”, nascosto dentro Italia 1, che offrisse contenuti extra e persino programmi dedicati. Un’idea visionaria, troppo avanti per l’epoca.

Italia 1 Plus nacque così, come una costola segreta della rete giovane di Mediaset. Non aveva un suo numero sul telecomando: per accedervi bisognava premere il tasto rosso del decoder digitale mentre si guardava Italia 1. Da lì si apriva un piccolo portale interattivo con giochi, meteo, curiosità e — nelle prime serate — qualche telefilm cult e un cartone animato giapponese che oggi suona come un presagio: Lost Universe.

Il tasto rosso dei sogni (e dei disastri)

Chi riuscì ad attivarlo racconta un’esperienza surreale: il canale non occupava tutto lo schermo, appariva incorniciato da bande nere, e spesso il segnale si bloccava. Eppure l’idea era affascinante. L’Italia della tv analogica stava diventando digitale, e Mediaset voleva mostrarsi moderna, interattiva, giovane.

Sul blog di Antonio Genna, che nel luglio 2006 ne annunciò la nascita, comparvero i primi dettagli: lunedì Lost Universe, martedì Buffy – L’ammazzavampiri, mercoledì Visitors. Tre serate “alternative” pensate per chi voleva qualcosa di diverso dal palinsesto classico. Era un piccolo universo dentro l’universo Mediaset, un portale sperimentale destinato a fare scuola… o almeno, nelle intenzioni.

Ma il pubblico non era pronto. Serviva un decoder compatibile con il sistema MHP, il segnale non raggiungeva tutta la penisola e l’esperienza era tutt’altro che fluida. Italia 1 Plus si vedeva a scatti, e in molti non capivano neppure come entrarci. Dopo poche settimane, la curiosità si spense.

Il canale rimase attivo in forma tecnica fino al 2009, ma per il pubblico era già sparito nel nulla. Nessun comunicato ufficiale, nessuna chiusura annunciata: semplicemente, un giorno il tasto rosso non faceva più nulla.

Il progetto non fu sbagliato, venne solo concretizzato troppo presto. Quello che Italia 1 Plus tentò nel 2006 — l’unione tra televisione e interattività — oggi è la norma sulle smart tv. Allora, invece, sembrava magia. Dentro il portale si potevano consultare notizie di Studio Aperto, controllare il meteo, leggere l’oroscopo e perfino accedere a piccoli giochi. Una piccola Internet pre-smartphone, racchiusa nello schermo del televisore.

In quegli stessi anni anche La7 stava sperimentando qualcosa di simile, segno che il sogno della tv interattiva era nell’aria. Si chiamava La7 Cartapiù Plus (o, più semplicemente, La7 Carta+), un servizio collegato alle tessere prepagate della pay-tv La7 Cartapiù, attivo a metà Duemila. Attraverso un decoder digitale dedicato, gli utenti potevano accedere a film, sport e contenuti extra in modalità “on demand”, una vera rivoluzione per l’epoca. In fondo, Italia 1 Plus fu la risposta di Mediaset a quella realtà emergente: un modo per dimostrare che anche la tv commerciale poteva spingersi oltre la trasmissione lineare, abbracciando l’interattività e la personalizzazione dei contenuti. Due visioni parallele, nate dallo stesso sogno: trasformare il televisore in una porta sul futuro, quando ancora il futuro si chiamava semplicemente digitale terrestre.

Ma l’attrazione principale restava la programmazione serale. E tra Buffy e Visitors spuntò un anime che fece impazzire i fan: Lost Universe. Tratto dai romanzi di Hajime Kanzaka, lo stesso autore di The Slayers, raccontava le avventure spaziali del capitano Kane Blueriver e della misteriosa Milly Feria Noctune, in compagnia dell’intelligenza artificiale Canal Vorfeed. In Giappone era andato in onda nel 1998, mentre in Italia era già stato trasmesso due anni prima su Italia Teen Television, canale satellitare Mediaset dedicato ai ragazzi. Quando ITT chiuse, Mediaset decise di riproporre l’anime proprio su Italia 1 Plus: una scelta logica ma, col senno di poi, quasi poetica.

Lost Universe, l’unico anime mai trasmesso su quel canale, è diventato il simbolo di un sogno perduto. Un titolo che, nel nome stesso, racchiude il destino del progetto: un universo smarrito tra i segnali digitali.

Cosa rimane oggi di Italia 1 Plus? Quasi nulla. Solo qualche ricordo sbiadito, qualche forum nostalgico e gli screenshot che ancora girano in rete, con il logo “Italia 1 Plus” in sovrimpressione. Eppure quella piccola parentesi racconta bene un’epoca in cui la televisione italiana cercava di reinventarsi. Prima dello streaming, prima delle piattaforme on demand, ci fu chi provò a fare tutto con un telecomando e tanta fantasia.

Italia 1 Plus fu anche un laboratorio per capire come i giovani avrebbero voluto guardare la tv: più libertà, più scelta, più tecnologia. Tutto giusto, ma arrivato troppo presto. I decoder erano lenti, la connessione dati quasi inesistente e il pubblico non sapeva cosa farsene dell’interattività.

Così, il sogno di una “Italia 1 potenziata” si dissolse. Lost Universe terminò le repliche, i telefilm vennero spostati altrove e la scritta “Premi il tasto rosso” scomparve dagli schermi. Fine di un esperimento che oggi suona quasi romantico.

Dal punto di vista filologico, per gli amanti della storia della TV, è bene parlare di realtà come Italia 1 Plus, in quanto è un piccolo pezzo di archeologia televisiva.

È la prova che, prima di Netflix e delle app, qualcuno in Italia aveva già intuito che lo spettatore voleva “scegliere”. Lo fece con mezzi rudimentali, ma con un’idea di fondo geniale.

In un certo senso, Italia 1 Plus era l’anticipazione delle piattaforme di oggi: un canale che offriva contenuti su richiesta, clip extra e perfino la possibilità di interagire. Certo, tutto questo avveniva dentro un televisore a tubo catodico, ma lo spirito era lo stesso.

Oggi, rileggendo le cronache del 2006, si percepisce la nostalgia di un tempo in cui le grandi aziende osavano rischiare. Non esisteva ancora la comfort zone dei format infiniti: si provava, si sbagliava, si chiudeva. Italia 1 Plus è uno di quei tentativi dimenticati, ma fondamentali per capire quanto la tv stesse cambiando.

Chiudendo gli ochi, sembra quasi di rivederlo: il logo azzurro, la voce che diceva “Premi il tasto rosso” e quella cornice nera che riduceva lo schermo. Dentro, un universo nascosto fatto di curiosità, giochi e un solo, meraviglioso anime: Lost Universe. E chissà, forse proprio per questo Italia 1 Plus resta così affascinante: un sogno televisivo durato un soffio, ma sufficiente a entrare nella leggenda dei canali che non ci sono più.

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