Ilario Lombardi, talento sipontino doc

Continua l’ascesa del chitarrista manfredoniano Ilario Lombardi, enfant prodige della nostra terra, che ha da poco inciso il suo primo album da solista ‘Recital del Sur’ con l’etichetta svizzera’ Bam! Beyond any music’. Diplomato a soli 18 anni presso il Conservatorio ‘U. Giordano’ di Rodi Garganico in chitarra classica, ha poi continuato a perfezionarsi con il M° Marco Salcito oltre a frequentare masterclass con maestri di chiara fama mondiale come Marcin Dylla, Pavel Steidl, Carlo Marchione, Aniello Desiderio, Giuseppe Caputo, Dale Kavanagh, Thomas-Friedrich Kirchhoff.

Ora si dedica con passione all’insegnamento ed infatti già nel 2011 ha lasciato Manfredonia per intraprendere la sua attività in scuole statali prima in Sicilia e poi a Napoli ma in passato ha composto, arrangiato e suonato brani del genere heavy metal esibendosi in tutta Italia, Francia e Spagna, realizzando 3 demo cd, 1 promo cd, 2 vinili 7″ (co-prodotti da ben 31 etichette tra Italia, Grecia, Francia, Spagna e Inghilterra), un cd live e partecipando ad una compilation internazionale di alcune etichette brasiliane.

Conosciamo più da vicino Ilario Lombardi con alcune domande in esclusiva per ilSipontino.net.

-Suoni la chitarra da bambino…Perché hai scelto questo strumento in particolare?

Sì, suono da quando ero bambino, non ricordo se iniziai a 8 o 9 anni. Ho scelto istintivamente la chitarra ed infatti ho cominciato da subito a leggere spartiti e a suonare i primi brevi brani da autodidatta dopo averne pretesa una giocattolo (con corde e tasti reali) come regalo. Successivamente ho preso lezioni da Pietro Prencipe, grande didatta ed in quegli anni mi appassionai così tanto allo strumento che decisi di studiare seriamente. Provai l’esame d’ammissione al conservatorio di Foggia e lo superai a 10 o 11 anni, non ricordo esattamente, ma fu impossibile a quell’età viaggiare e frequentare le lezioni, quindi i miei genitori decisero di farmi studiare da privatista. Terminai gli esami da dare in 10 anni in soli 5 anni, diplomandomi a scuola e al conservatorio nello stesso anno e non nascondo che questo percorso fu molto stressante e faticoso. Frequentavo il liceo e suonavo la chitarra elettrica in vari gruppi ma avevo difficoltà col metodo del mio insegnante e così decisi di cambiare strada ed iniziai a studiare con  M° Marco Salcito al conservatorio di Rodi Garganico scegliendo di dedicarmi esclusivamente alla chitarra classica. Il Maestro Salcito riuscì a mostrarmi come si suona ‘davvero’ e mi fece capire che non abbiamo limiti: basta un pezzo di legno senza elettricità con 6 corde, 4 unghie (invece di un solo plettro) e tanta abnegazione per ottenere risultati simili a quelli di una piccola orchestra, di un pianoforte, di un quartetto d’archi o di un clavicembalo.

-Sei lontano da tanti anni ormai per lavoro, senti la mancanza della tua città d’origine? Ci torneresti?

Vivo da quasi un decennio fuori e tornerei domani stesso a Manfredonia se ci fosse posto nella scuola pubblica! Manfredonia è una splendida cittadina ma le graduatorie e le ambizioni mi hanno portato lontano; ho lavorato 5 anni in un paesino dell’entroterra agrigentino e da 4 anni lavoro a Napoli. Ho scelto di rimanere al Sud, dove tutto è molto difficile e credo che i giovani talenti debbano darsi da fare per cercare spazi e opportunità, anche a costo di sacrifici e spostamenti continui.

-Ti piace il tuo lavoro di insegnante? Quali altre ambizioni hai?

Insegnare mi piace molto. Ho imparato tante cose grazie ai miei allievi, quasi sicuramente insegnerò sempre. Molti dei miei studenti hanno raggiunto risultati importanti, qualcuno ha vinto concorsi artistici, altri sono entrati in conservatorio, altri al liceo musicale, altri hanno formato band e suonano. Non posso che essere felice per loro ed aggiungo che è impossibile essere buoni insegnanti se non si è buoni musicisti ed è per questo che vorrei intensificare l’attività concertistica. Continuerò, di certo, a suonare, a partecipare a concorsi chitarristici ed a registrare nuovi brani.

-Hai da poco inciso il tuo primo album ‘Recital del Sur’. Ce ne parli?

‘Recital del Sur’ è nato proprio a Manfredonia nel 2018 durante le vacanze natalizie dopo aver ascoltato il ‘Concierto del Sur’ per chitarra ed orchestra del messicano Manuel María Ponce (1882- 1948). Durante una passeggiata solitaria nei pressi della riviera Acqua di Cristo mi sono sentito ispirato dal suono e dalla tranquillità del mare ed ho pensato di registrare un potpourri di brani composti da autori sudamericani e spagnoli attivi dalla fine del 1700 ad oggi. Tornato a casa e mi sono messo al lavoro. Avendo un paio di microfoni, una scheda audio esterna, un programma e tanta esperienza in studio con diversi gruppi heavy metal, ho deciso di fare tutto da me e registrare con calma durante le festività. Terminate le riprese audio, l’editing, il mixing, il mastering e una prima bozza delle note di copertina durante la calda estate del 2019, ho cominciato ad inviare e-mail presentando il lavoro a diverse case discografiche. Tante le e-mail di risposta cestinate fino a quando leggo una proposta interessante dell’etichetta svizzera ‘Bam! Beyond any music’, con la quale ho poi effettivamente firmato il mio primo contratto discografico. Fantastico team di lavoro che ringrazio per quello che continuano a fare per me con passione e professionalità. Sento davvero che il mio lavoro è stato ancor di più valorizzato grazie a loro ed alla cura dei dettagli, dalle grafiche (il cd fisico avrà un opuscolo di 12 pagine a colori), alla traduzione delle liner notes, dalle pratiche per la Suisa, alla promozione web, dalla stampa professionale del cd fisico. L’album ‘Recital del Sur’ sarà disponibile a partire dal 21 febbraio su tutti i maggiori stores del mondo come Amazon music, Deezer, Spotify, iTunes. Chi ha voglia però di ascoltare in anteprima qualche brano del cd come ‘Torre bermeja’ di Isaac Albéniz può già farlo connettendosi agli stores appena citati.

-Il desiderio che ancora vorresti realizzare nel breve e lungo periodo?

In primis voglio dire che ho ottenuto tante soddisfazione ma ovviamente si può e si deve migliorare, sempre di più.

Desideri ne ho tanti. Vorrei avere più tempo per suonare, riprendere a studiare alcune lingue, provare e vincere più concorsi, insegnare in Conservatorio, viaggiare di più, una casa tutta mia e perché no anche la pace nel mondo…

Libera Maria Ciociola

Credits photo Mary De Santis




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