
Quando la poesia diventa immagine: i ragazzi raccontano Cristanziano Serricchio
Questa mattina, presso l’Auditorium “Cristanziano Serricchio”, si è tenuto un incontro davvero emozionante, durante il quale la poesia e i racconti di Cristanziano Serricchio hanno preso nuova vita attraverso gli occhi, la sensibilità e la straordinaria creatività dei ragazzi.
Non si sono limitati a leggere e interpretare i suoi versi. Li hanno fatti propri, trasformando le parole in immagini, colori, disegni, video ed emozioni. Hanno cercato di comprendere ciò che il poeta voleva raccontare, ma soprattutto hanno avuto la libertà di esprimere ciò che quelle parole suscitavano in loro.
Ed è stato bellissimo scoprire quanto possa essere profondo e sorprendente lo sguardo dei più giovani.
Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Perotto-Orsini-Croce” Manfredonia hanno realizzato due splendidi albi illustrati, “L’Acquario” e “La Conchiglia”, ispirati ai racconti di Serricchio. Due piccoli tesori nei quali la fantasia dei ragazzi incontra la letteratura, restituendoci storie che parlano del mare, della memoria e di quella nostra terra che il poeta ha tanto amato.
Gli studenti dell’Istituto “Roncalli” hanno invece scelto il linguaggio dei video, dando forma e movimento alle emozioni suscitate dalle poesie. E c’è anche un legame storico particolarmente significativo: proprio quell’istituto, un tempo Istituto Magistrale, ebbe Cristanziano Serricchio come preside. Un bellissimo filo che unisce generazioni diverse, attraverso la scuola, la cultura e la memoria.
Desidero rivolgere i miei complimenti più sinceri alla professoressa Raffaella la Torre e alla famiglia di Cristanziano Serricchio, dalla cui sensibilità e volontà di custodire e tramandare questa preziosa eredità culturale è nata una così bella iniziativa.
Un ringraziamento speciale ai docenti che hanno accompagnato gli studenti in questo percorso, con passione e dedizione, stimolando la creatività dei ragazzi e dimostrando ancora una volta quanto la scuola possa essere un luogo straordinario di crescita e di scoperta.
Ma i complimenti più grandi vanno proprio ai ragazzi. Perché nei loro lavori ho ritrovato non soltanto impegno e talento, ma qualcosa di ancora più prezioso: la capacità di emozionarsi davanti alla bellezza delle parole e di restituirla agli altri con il proprio linguaggio.
Avvicinare i giovani alla poesia di un autore della propria città significa aiutarli a conoscere le loro radici, ma anche insegnare loro che la cultura è qualcosa di vivo, che può parlare ancora a ciascuno di noi.
E oggi Cristanziano Serricchio, attraverso i disegni, i colori e le voci di questi ragazzi, sembrava davvero essere ancora lì, a raccontarci il suo mare, la sua terra e il suo mondo.
Forse è proprio questo il modo più bello per custodire la memoria di un poeta: permettere alle nuove generazioni di continuare a far vivere le sue parole, aggiungendovi un po’ di sé.
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura
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