Scuola

Docenti: pagamenti attività accessorie in ritardo, a breve un blocco?

Vito Carlo Castellana (Gilda) denuncia i ritardi nei pagamenti del salario accessorio nei confronti dei docenti.

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Andrea Carlino di Orizzonte Scuola ha intervistato Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale di Gilda Unams. I due esperti hanno fato il punto sulle criticità che affliggono il personale scolastico alle soglie del nuovo anno. Durante il colloquio, Castellana ha denunciato con forza il cronico ritardo nei pagamenti delle attività aggiuntive. L’esponente di Gilda ha ricordato come docenti e personale ATA siano diventati, di fatto, “finanziatori a tasso zero” dello Stato. Il sindacalista ha proposto un’azione di protesta incisiva. Castellana ha coraggiosamente proposto il blocco delle attività extra. L’obiettivo è dimostrare quanto la scuola dipenda dal lavoro volontario del personale. Ha inoltre affrontato il tema della disconnessione. Castellana ha ribadito che l’uso di WhatsApp non può essere imposto, e ha chiesto una netta separazione contrattuale tra docenti e ATA per valorizzare le specifiche professionalità. Infine, ha espresso forte preoccupazione per la perdita del potere d’acquisto degli stipendi, suggerendo provocatoriamente il ritorno a sistemi di adeguamento automatico come la scala mobile.

Stop alle attività extra e tutela della professionalità: la sfida di Gilda

Il cuore della denuncia di Castellana riguarda il salario accessorio. Il coordinatore della Gilda ha spiegato che i pagamenti per le attività aggiuntive arrivano spesso con quasi un anno di ritardo, poiché le scuole ricevono l’accredito dei fondi MOF molto tardi.

Questa situazione spinge il sindacato a riflettere su un blocco delle attività oltre il minimo contrattuale a partire da settembre: “O ci pagano bene e puntuali oppure si fa il minimo e vediamo come funzionano le scuole“, ha dichiarato, sottolineando la necessità di rendere visibile all’opinione pubblica l’enorme mole di lavoro gratuito o sottopagato svolto dal personale.

Sul tema del diritto alla disconnessione, Castellana è stato categorico: WhatsApp non è obbligatorio e non esiste alcuna norma che imponga ai docenti di avere una connessione o di essere reperibili h24. La Gilda propone che le comunicazioni avvengano esclusivamente tramite canali istituzionali (mail o registro elettronico) e in orari prestabiliti, per evitare che la “professione” venga confusa con una “missione” senza confini tra vita privata e lavorativa. Missione, una parola tossica che ha rovinato la professionalità, l’autorevolezza e la credibilità dei docenti, quelli che davvero onorano il loro contratto lavorativo.

Famiglie e didattica: l’annosa questione che tormenta i docenti

L’intervista ha toccato anche il delicato rapporto con le famiglie, spesso inclini a sindacare sulle scelte didattiche senza averne le competenze. Castellana ha invocato il ripristino di “paletti” chiari e dei ruoli, criticando l’ingerenza dei genitori anche in ambiti tecnici come la continuità sul sostegno.

Infine, Gilda ribadisce la richiesta di distinguere le aree contrattuali tra docenti e ATA. Castellana ha evidenziato come l’attuale “calderone” che unisce scuola, università e ricerca non valorizzi nessuno. Mentre il lavoro dei docenti è di natura intellettuale e difficilmente quantificabile in ore rigide, il personale ATA ha visto un aumento esponenziale di carichi burocratici (come le pensioni) senza una formazione o una retribuzione adeguata. Per il sindacato, solo una distinzione netta potrà garantire incrementi stipendiali dignitosi e il recupero del gap salariale rispetto al resto della pubblica amministrazione.

FONTI:

Orizzonte Scuola (Canale Youtube)