Scuola

Docenti, Macrì: “La polizza sanitaria non paga gli stipendi”

Marco Macrì, portavoce di Genova Inclusiva, critica la polizza sanitaria integrativa ai docenti, chiedendo, invece stipendi dignitosi.

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La nuova assicurazione sanitaria integrativa destinata al personale scolastico accende il dibattito sulle condizioni economiche degli insegnanti italiani e sulle risorse destinate all’istruzione pubblica. A intervenire è Marco Macrì, portavoce di Genova Inclusiva, che attraverso un comunicato stampa critica le scelte del Governo, denunciando il rischio che una misura presentata come un importante riconoscimento per i lavoratori finisca per nascondere problemi ben più profondi. Al centro della polemica ci sono gli stipendi dei docenti, il finanziamento delle scuole e la necessità di garantire un’assistenza sanitaria realmente accessibile. Particolarmente contestata è la provenienza di una parte delle risorse utilizzate per finanziare la copertura assicurativa.

Genova Inclusiva: «Servono stipendi dignitosi, non promesse assicurative»

«Prima si lasciano gli insegnanti italiani con stipendi tra i meno competitivi d’Europa, poi si chiede loro di accontentarsi di un’assicurazione sanitaria integrativa», afferma Macrì, contestando le priorità dell’esecutivo.

Il portavoce di Genova Inclusiva richiama l’attenzione sui finanziamenti previsti per la misura: 65 milioni di euro annui, dei quali 50 milioni coperti, secondo quanto stabilito dalla normativa originaria, attraverso una riduzione del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche.

«Si sottraggono risorse al funzionamento della scuola per offrire ai suoi lavoratori una polizza sanitaria. E la chiamano valorizzazione», denuncia Macrì.

La posizione dell’associazione non rappresenta una bocciatura dell’assistenza sanitaria integrativa in quanto tale, ma una critica alla sua presentazione come risposta alle difficoltà economiche del personale scolastico.

Genova Inclusiva sottolinea infatti la necessità di verificare concretamente l’efficacia della copertura, considerando eventuali limitazioni delle prestazioni, procedure di autorizzazione, costi a carico degli assistiti e disponibilità delle strutture convenzionate.

«Agli insegnanti non servono promesse assicurative da conferenza stampa: servono stipendi dignitosi, una scuola pubblica finanziata adeguatamente e un Servizio sanitario nazionale capace di garantire cure a tutti», prosegue il comunicato.

Macrì richiama inoltre il principio dell’universalità dell’assistenza sanitaria, sostenendo che la tutela della salute non debba dipendere esclusivamente da polizze, convenzioni e meccanismi di rimborso.

Da qui la richiesta rivolta al Ministero dell’Istruzione e del Merito di rendere pubblici i dati relativi all’effettivo utilizzo della copertura UniSalute, alle prestazioni erogate, ai tempi di attesa e alle spese realmente sostenute dagli assicurati.

Marcrì conclude: «Tra il dire che si tutela un lavoratore e il permettergli davvero di curarsi c’è la stessa differenza che passa tra la propaganda e i fatti»

FONTI:

Comunicato inviatomi da Marco Macrì, portavoce di Genova Inclusiva