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C’è anche il manfredoniano Luigi Riccardo tra i Global Sharper di Torino. I giovani con la voglia di costruire un futuro diverso per la propria città

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Sono 31 e sono giovanissimi, provenienti da ogni parte d’Italia ma radicati a Torino, sono imprenditori, ricercatori, artisti, architetti, avvocati. Hanno storie diverse ma la stessa passione: la voglia di costruire un futuro diverso per la propria città. Li si potrebbe definire la futura classe dirigente di Torino e forse lo saranno, ma per ora loro preferiscono farsi chiamare Global shapers con il nome del network internazionale under 30 nato nel 2011 da un’iniziativa di Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum.

Tra questi c’è anche Luigi Riccardo, Manfredoniano doc residente e laureato al politecnico a Torino. Attualmente Innovation Manager per Intesa Sanpaolo esperto di Economia circolare nonchè membro del TEDxTorino.

Chiedono all’attuale classe dirigente, alla politica, al mondo del lavoro e della cultura di battere un colpo. “Confrontatevi con noi sui temi del futuro” le parole dei 31 giovani torinesi che organizzeranno dal 16 al 23 aprile i Davos Lab di Torino.

In quella settimana di dibattito i Global shapers vorrebbero confrontarsi con chi oggi ha le chiavi per decidere del futuro della città. “I Davos Lab sono un laboratorio intergenerazionale creato con lo scopo di ispirare, connettere e preparare i giovani – spiegano gli organizzatori – un modello di attivismo e partecipazione giovanile che si concentra sull’alleanza tra generazioni”. Non uno scontro ma un dialogo, purché le adesioni al dibattito rispettino l’appello lanciato dai global shapers: “rispondeteci entro il 18 marzo”. L’invito è rivolto a esponenti della società civile, del mondo delle imprese, delle istituzioni.

Sono dieci le sfide globali che i giovani vogliono affrontare con i loro interlocutori: L’inclusione lavorativa, la responsabilità sociale d’impresa, l’accesso al digitale, l’alfabetizzazione digitale, la salute pubblica, la salute mentale, il futuro della politica, la coesione sociale, il consumo consapevole e il cambiamento climatico.

Oggi i Global shapers sono presenti in oltre 400 città nel mondo: dieci di queste sono italiane.

Fonte: Repubblica.it

La Vieste en Rose