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Alla ricerca del nostro mare: i cozze gigante

Manfredonia – ERO bambino, esattamente il 1968, quando all’ormeggio del porto di Ponente vedevo arrivare le barche più piccole che tornavano dalla pesca. Mi fermavo a guardarle e restavo ogni volta stupito nel vedere delle cozze giganti cozze, da noi chiamate i cozz gigant, in italiano pinne nobilis.

Avevano una lunga forma di colore arancione chiaro. Il guscio era quasi simile al rivestimento perlaceo di un’ostrica. Il babbo le chiamava anche nacchere , anche se nel linguaggio del pescatore erano solitamente indicate come Pinn gross. Le pinne erano una specie di mollusco dal colore avorio. Qualcosa di sbalorditivo assistere a questa grazia che “dava il mare”.

Il babbo le pescava con le reti. Le più grandi arrivavano a misurare 60 e anche 80 centimetri. Mentre oggi la specie delle pinne nobilis sembra quasi scomparsa dai nostri fondali, con questo testo ho voluto parlare della tradizione di un mare – il nostro – metaforicamente senza misure.

di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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