
Al Bar Stella, nel periodo di tutti i Santi
Manfredonia – GUARDATE questa foto dove, col tratteggio leggermente visibile di bianco, appare mio padre che legge il giornale. Senza alcuna offesa o retorica: allora erano in pochi a saper leggere scrivere e commentare discorsi di una certa consistenza di attualità ed altro.
La maggior parte di queste persone io ritengo molto dignitose, ma di una dignità tale che, oggi ce la possiamo sognare, basta guardarsi intorno o alzando lo sguardo in alto al nostro paese, La Nazione, che con il dovuto rispetto parlando,non si sa più cosa sia,né cosa serva alla popolazione? Forse nel mio piccolo una cosa la so! A derubarci di tutto, fino spogliarci nella vergogna, per appunto e sottolineo ,la parola dignità. Nel loro maltrattare le persone in modo così vorace, da non chiedersi in tanti – Ma chi siamo?- E vi assicuro, che in tanti al Parlamento, non conoscono neanche il significato dignità,o l’hanno dimenticata.
Gliela ripeto io come figlio di pescatore :“La dignità-morale deriva all’uomo dalla sua natura, dalle sue qualità insieme nel rispetto ,per far parte di una popolazione basata sul principio primo ed unico. Rimpiangeremo le persone che hanno lasciato il mondo per la dignità.. stati uccisi solo perché ritenuti scomodi,perché davano luce alle cose buone e genuine ,per farle vedere al chiaro esempio di una civiltà. A proposito di Civiltà, oramai non esiste che solo una squallida metafora di questa frase ,qui mi soffermo ..e non voglio ricordare cose che ascoltiamo tutti i giorni,che portano all’aria profumi di grande tradimento diffamatorio ,da spaccare paesi interi in tutta una Penisola. Ma voglio ricordavi, il piacere, con l’obbligo di un’esistenza ancora da trascinare avanti,per dare ancora voce e vita..pensate solo al futuro delle nuove generazioni . In questa foto che ho voluto mostrarvi, parla il significato della piccola gentilezza delle cose di quegli anni,questo bar ,fatto di una capienza in altezza a volta, come ai tempi di una volta,quando le case venivano costruite così.Vedete la foto,ci sono tante persone ..forse in tanti si riconosceranno , se ancora vivi.. credo comunque gli altri siano nel cielo dei liberi. C’era di tutto, tra questi odori di bevande e caramelle, pescatori che tutte le sere stavano lì a chiacchierare e raccontare le storie del paese ,ma soprattutto il ramo principale era la socializzazione dell’insieme immediato, barbieri, il ragazzo del barbiere. Ma la cosa che ,più mi colpisce e allo stesso tempo mi intenerisce.. è la piccola bambina davanti all’entrata del bar Stella ,l’unica che spicca un po’ distante da tutti,con le mani unite ad osservare le persone .. ma forse ,persa col suo cuore piccino da angioletto . La cara piccola bambina ,ho saputo da fonti certe .. che è un’insegnante ! E’ quello che ci vuole, in una società come la nostra .. che ogni giorno dà,come si fa con i gabbiani ,lo scarto del pescato! Forse.
Foto e testo
di Claudio Castriotta


