Scuola

Mobilità intercompartimentale, nessun emendamento inserito

Mobilità intercompartimentale docenti, il MID contesta il mancato inserimento degli emendamenti nel DL PA.

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La mobilità intercompartimentale del personale scolastico torna al centro dell’attenzione dopo il mancato inserimento degli emendamenti 5.5, 5.6 e 5.7 nel DL PA 144/2026. Il gruppo Mobilità intercompartimentale docenti (MID) esprime nel comunicato n. 35 un «fermo disappunto» per quanto accaduto. Gli emendamenti erano stati promossi da Anief e presentati dagli onorevoli Miele, Cangiano e Tassinari. Secondo il MID, si trattava di un’occasione importante per affrontare le limitazioni che impediscono al personale scolastico di spostarsi verso altri rami della Pubblica Amministrazione.
Il gruppo sottolinea come negli ultimi anni la richiesta proveniente dai docenti sia diventata sempre più forte, senza però trovare finora una risposta risolutiva. Nel comunicato viene ricordato che il blocco della mobilità intercompartimentale risale al contesto del pubblico impiego dei primi anni Duemila.

Da allora, secondo il MID, lo scenario sarebbe profondamente cambiato, anche alla luce delle centinaia di migliaia di assunzioni effettuate dallo Stato dal 2019. A questo si aggiungono l’innalzamento dell’età pensionabile e i cambiamenti che hanno interessato nel tempo la professione docente. Dopo la battuta d’arresto degli emendamenti, il gruppo ritiene quindi necessario valutare nuove iniziative per portare avanti la propria richiesta. La proposta è quella di coinvolgere Anief, UIL Scuola Rua e le altre organizzazioni sindacali in una mobilitazione accompagnata da una petizione o da un’iniziativa di legge popolare.

Il MID propone una manifestazione sulla mobilità intercompartimentale

Nel comunicato, il gruppo MID sostiene che il mancato proseguimento del percorso degli emendamenti non debba rappresentare la conclusione della battaglia sulla mobilità intercompartimentale dei docenti. Pur manifestando il proprio disappunto per l’esito dell’iniziativa, il gruppo considera infatti gli emendamenti dei tentativi importanti per sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia il Parlamento su una questione che interessa il personale scolastico. Il MID torna soprattutto sulle differenze esistenti tra il comparto scuola e gli altri settori della Pubblica Amministrazione, sostenendo la necessità di superare le limitazioni che impediscono ai lavoratori scolastici di usufruire della mobilità verso altri rami della PA. Secondo il gruppo, il blocco nacque in un contesto storico profondamente diverso da quello attuale e la sua permanenza sarebbe oggi difficilmente comprensibile.

Il comunicato ricorda infatti che dal 2019 lo Stato ha effettuato centinaia di migliaia di assunzioni, elemento che, nella lettura proposta dal MID, renderebbe ancora meno giustificabile il mantenimento delle attuali limitazioni. Il gruppo richiama inoltre i cambiamenti intervenuti nel mondo della scuola e nelle condizioni di lavoro degli insegnanti. Tra gli elementi indicati figurano l’aumento dell’età pensionabile e la trasformazione della professione docente, insieme al rischio di burnout che, secondo quanto riportato nel comunicato facendo riferimento a numerosi studi, interesserebbe la categoria.

Mobilità intercompartimentale, stop agli emendamenti: che si fa?

Dopo lo stop agli emendamenti, il MID ritiene dunque necessario percorrere anche strade differenti rispetto a quella parlamentare finora seguita. Da qui nasce la proposta rivolta innanzitutto ad Anief, definita dal gruppo da tempo sensibile alla battaglia per la mobilità intercompartimentale. L’appello viene rivolto anche alla UIL Scuola Rua, che, come ricorda lo stesso comunicato, aveva indicato lo scorso marzo la mobilità intercompartimentale come «una priorità». L’idea è quella di far convergere le forze per organizzare una manifestazione o un’iniziativa analoga capace di richiamare l’attenzione della Funzione pubblica.

La mobilitazione potrebbe inoltre diventare il punto di partenza per sostenere una petizione dedicata specificamente alla mobilità intercompartimentale del personale scolastico. Tra le possibilità indicate dal MID compare anche quella di promuovere un’iniziativa di legge popolare. L’obiettivo sarebbe dare maggiore continuità a una richiesta che, secondo il gruppo, emerge direttamente dai lavoratori appartenenti al comparto scolastico.

Il MID ritiene quindi necessario trasformare la battuta d’arresto degli emendamenti nell’avvio di una nuova fase della mobilitazione. Il gruppo si dichiara disponibile a incontrare Anief e UIL Scuola Rua per discutere insieme le possibili strategie da adottare. L’iniziativa, tuttavia, non viene pensata come limitata esclusivamente alle due organizzazioni sindacali espressamente citate nel comunicato. L’invito viene infatti esteso a tutte le altre sigle sindacali del mondo della scuola interessate ad aderire alla battaglia.

Il punto centrale rimane la richiesta di superare le differenze che, secondo il MID, continuano a penalizzare il personale scolastico rispetto agli altri lavoratori del pubblico impiego. Dopo il mancato inserimento degli emendamenti 5.5, 5.6 e 5.7, la partita sulla mobilità intercompartimentale dei docenti potrebbe dunque spostarsi dal piano parlamentare a quello della mobilitazione sindacale e dell’iniziativa popolare.

Fonte: Tecnica della scuola

FONTI:

Comunicato inviatomi dal MID