Scuola

Scuola 2026/27: la ricetta dell’ANP tra reclutamento e vicedirigenza

Antonello Giannelli (ANP) analizza l'avvio dell'anno scolastico, tra cui la riduzione del precariato e l'esigenza di quadri intermedi.

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Francesco Bunetto di Orizzonte Scuola ha intervistato il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP), Antonello Giannelli, per tracciare un quadro completo sull’avvio del nuovo anno scolastico. Nel corso del colloquio, Giannelli ha ribadito che l’istituzione scolastica resta più forte delle proprie criticità organizzative. Il confronto ha avuto inizio con l’analisi delle performance degli studenti e delle disparità territoriali ancora presenti nel Paese. È stata valorizzata la centralità della coesione sociale e della lotta alla dispersione scolastica, priorità indicate dal ministro Valditara. Giannelli ha parlato anche dell’annosa questione del precariato, che continua a gravare su circa un quinto delle cattedre complessive. Il presidente ANP ha riconosciuto lo sforzo ministeriale nella copertura tempestiva dei posti tramite supplenze per l’anno in corso. Tuttavia, ha evidenziato l’inefficacia strutturale dei concorsi centralizzati per numeri d’assunzione così elevati. Per la gestione degli istituti, è stata denunciata la solitudine dei dirigenti a fronte di carichi burocratici sempre più complessi. Tra le soluzioni avanzate figurano la chiamata diretta dei docenti da parte delle scuole. Giannelli ha inoltre proposto la creazione del middle management. Andiamo a vedere ora di cosa si è parlato nel corso dell’intervista, in maniera più dettagliata.

Risultati OCSE PISA, dispersione e coesione sociale

Giannelli ha commentato i recenti dati OCSE PISA evidenziando come la scuola italiana abbia mantenuto la propria posizione a fronte di un arretramento generale dei sistemi scolastici di riferimento. Il presidente ANP ha interpretato tale mantenimento dal come un rilevante miglioramento relativo rispetto agli altri Paesi. Permangono tuttavia divari storici tra il Nord e il Sud del Paese, oltre che tra aree cittadine e rurali, che ostacolano l’omogeneità del servizio.

Un punto di forza sottolineato riguarda la significativa riduzione dell’indice di dispersione scolastica, in linea con gli obiettivi fissati per il 2030 e raggiunti con diversi anni di anticipo. Giannelli ha condiviso l’impostazione del ministro Valditara sul tema, ricordando che la funzione primaria della scuola non è assimilabile a quella di un’azienda, bensì alla tutela della coesione sociale tenendo tutti i ragazzi a scuola. L’inclusione di studenti con maggiori difficoltà comporta inevitabilmente una prestazione media moderata, ma risponde appieno al compito educativo fondamentale dell’istituzione.

Precariato e reclutamento: la proposta della chiamata diretta

Sul fronte dell’organico, nonostante gli annunci sulle assunzioni, il ricorso alle supplenze rimane un nodo irrisolto. Giannelli ha espresso apprezzamento per l’operato del ministro Valditara nell’assicurare la copertura tempestiva delle cattedre tramite supplenti. Tuttavia, ha precisato che il precariato coinvolge stabilmente circa il 20-25% del personale su un totale di circa un milione di dipendenti tra docenti e ATA, a fronte di 30-40 mila pensionamenti annui.

La causa principale di questa instabilità potrebbe essere la lentezza delle procedure concorsuali centralizzate. A detta di Giannelli, i concorsi sono inadatti a gestire grandi volumi di assunzioni. Ha quindi proposto di affidare il reclutamento direttamente alle circa 8.000 scuole autonome. Ciascuna struttura dovrebbe procedere a una media di circa cinque assunzioni all’anno. Tale modello, già adottato in Paesi come il Regno Unito e la Finlandia, vedrebbe il dirigente scolastico operare con il supporto del comitato di valutazione per l’assunzione e la successiva conferma in ruolo.

Autonomia organizzativa, quadri intermedi e valorizzazione del personale

Un’altra criticità emersa riguarda il carico burocratico che grava sui dirigenti scolastici, i quali si trovano a gestire realtà complesse con oltre 1.000 alunni, 100 docenti e decine di collaboratori senza un’adeguata struttura organizzativa. Per superare l’isolamento della dirigenza, l’ANP ha propsto l’istituzione formale del middle management o “vicedirigenza”, prevedendo la figura di quadri intermedi (circa 4-5 per istituto) retribuiti adeguatamente e dotati di deleghe operative in ambiti quali privacy, sicurezza, contratti e relazioni sindacali.

In vista del nuovo anno scolastico e del prosieguo della legislatura, Giannelli ha indicato nella formazione continua del personale la misura prioritaria su cui intervenire. È necessario passare dal modello del “docente missionario” a quello del “docente professionista”, adeguando le retribuzioni di insegnanti e dirigenti scolastici agli standard degli altri funzionari e dirigenti pubblici. Infine, il presidente dell’ANP ha lanciato un appello alle forze politiche affinché la scuola sia considerata una scelta strategica e un presidio di stabilità per il futuro del Paese.