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Sanità, A Foggia personale al limite, non si può fare cassa sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini”

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SANITÀ, CISL FP FOGGIA: «PERSONALE AL LIMITE, NON SI PUÒ FARE CASSA SULLA PELLE DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI».

Carenze di organico, turni sempre più pesanti, ricorso continuo a straordinari e prestazioni
aggiuntive: la situazione nei servizi sanitari della provincia di Foggia rischia di diventare
insostenibile. La CISL FP chiede alla Regione Puglia e alle Aziende Sanitarie un piano
straordinario di assunzioni e il completamento delle stabilizzazioni.


La CISL FP Foggia esprime forte preoccupazione per la situazione che sta interessando la sanità
pugliese e, in particolare, per le conseguenze che l’attuale fase di contenimento e verifica della spesa
rischia di produrre sugli organici, sull’organizzazione dei servizi e, soprattutto, sulla qualità
dell’assistenza garantita ai cittadini.


Il personale non può essere considerato la variabile di bilancio sulla quale intervenire ogni volta
che emergono difficoltà finanziarie.
La sanità non può essere mandata avanti chiedendo continuamente agli stessi professionisti di coprire
le carenze strutturali attraverso straordinari, prestazioni aggiuntive, turni sempre più gravosi e
sacrifici personali.


Medici, infermieri, OSS, tecnici, autisti, soccorritori, amministrativi e tutti gli operatori sanitari e
sociosanitari rappresentano la condizione indispensabile per garantire il diritto alla salute. Se
mancano gli operatori, non può esserci un sistema sanitario realmente efficiente.


LE CRITICITÀ SONO CONCRETE
La situazione sul territorio provinciale presenta diversi punti di particolare preoccupazione.
Penitenziario di Foggia
A fronte di una struttura con una capienza di circa 364 detenuti e una presenza riferita di circa
700 persone, viene segnalata una drastica riduzione del personale infermieristico, passato da 12 a
circa 4/5 unità. Una situazione che desta particolare allarme, anche alla luce delle segnalazioni
relative ad aggressioni al personale sanitario e alla mancata presenza del medico in alcune fasce
del turno notturno.


Servizio SET 118.
Vengono segnalate carenze di personale medico e infermieristico in un territorio estremamente
vasto come quello della provincia di Foggia, articolato in 61 Comuni, con 49 postazioni
territoriali 118 e 5 Postazioni Fisse Medicalizzate. In un settore nel quale pochi minuti possono
fare la differenza tra la vita e la morte, non è accettabile affidarsi strutturalmente a organici
insufficienti.


Case della Comunità.
L’attivazione delle 19 Case della Comunità previste sul territorio provinciale impone una
verifica immediata delle dotazioni organiche effettivamente disponibili. Non si può pensare di
aprire nuovi servizi e nuovi modelli organizzativi senza garantire contemporaneamente il personale
necessario, anche alla luce degli standard previsti dal D.M. 77/2022 e del ruolo degli Infermieri di
Famiglia e di Comunità.


P.O. San Severo – autisti di ambulanza.
Anche qui viene segnalata una situazione particolarmente critica: il personale tecnico autista di
ambulanza sarebbe passato da 8 a 4 unità, con inevitabili ripercussioni sulle turnazioni e
sull’aumento dei carichi di lavoro.
Sono situazioni diverse, ma accomunate da un unico problema: la carenza di personale.
E quando gli organici non sono sufficienti, il sistema finisce per reggersi sulla disponibilità e sul
sacrificio di chi è già in servizio.

UNA CONTRADDIZIONE CHE NON PUÒ PIÙ ESSERE IGNORATA
Da anni viene denunciata la carenza di personale nei reparti, nei servizi territoriali e nell’emergenzaurgenza.
Contemporaneamente, per garantire le prestazioni e contenere le liste d’attesa, si continua a ricorrere
a prestazioni aggiuntive e lavoro straordinario.
È una contraddizione evidente.
Se il personale è sufficiente, perché è necessario ricorrere continuamente allo straordinario? Se
invece il personale è insufficiente, perché non si procede con assunzioni e una programmazione
seria dei fabbisogni?
Non è possibile continuare a utilizzare lo straordinario come risposta strutturale a una carenza
strutturale.
Il rischio è quello di alimentare un circolo vizioso: meno personale significa più carichi di lavoro, più
carichi di lavoro significano maggiore stress e rischio di burnout, e tutto questo può tradursi in
maggiore difficoltà nel garantire continuità e qualità dell’assistenza.


CONCORSI E STABILIZZAZIONI NON POSSONO RESTARE FERMI
La CISL FP Foggia chiede il completamento e la celere definizione delle procedure concorsuali,
una programmazione certa delle proroghe del personale a tempo determinato, al fine di garantire
continuità occupazionale e scongiurare situazioni di incertezza per i lavoratori e per i servizi,
l’attuazione dei percorsi di stabilizzazione e la definizione di piani di assunzione adeguati e
coerenti con le reali esigenze organizzative e assistenziali delle strutture. Particolare attenzione
deve essere riservata agli operatori che hanno già maturato i requisiti per la stabilizzazione e ai
candidati che hanno partecipato ai concorsi per infermieri, OSS e altre figure professionali.
Non è accettabile tenere per mesi o anni migliaia di lavoratori in una condizione di incertezza
mentre le Aziende Sanitarie continuano a segnalare difficoltà nel garantire i servizi.
Le risorse umane non possono essere programmate esclusivamente attraverso la lente del
contenimento della spesa.
I Piani Triennali dei Fabbisogni devono fotografare le reali necessità assistenziali del territorio,
considerando pensionamenti, cessazioni, nuovi modelli organizzativi, sviluppo dell’assistenza
territoriale e standard previsti dalla normativa nazionale.


LA REGIONE DEVE DISTINGUERE TRA SPRECHI E INVESTIMENTI
La CISL FP non è contraria ai controlli sulla spesa, né alla lotta agli sprechi.
Siamo disponibili a confrontarci su ogni intervento capace di migliorare efficienza, appropriatezza e
organizzazione.
Ma una cosa deve essere chiara:
un infermiere in più in un reparto in sofferenza non è uno spreco.
Un OSS in più non è uno spreco.
Stabilizzare un professionista che già lavora nei servizi non è uno spreco.
Assumere personale per ridurre il ricorso alle prestazioni aggiuntive non è uno spreco.
Sono investimenti necessari per garantire la qualità dell’assistenza e, nel medio periodo, anche una
gestione più efficiente delle risorse.
Il controllo della spesa deve quindi distinguere con chiarezza gli sprechi dalle risorse indispensabili
al funzionamento dei servizi.

«BASTA EMERGENZE PERMANENTI»
La CISL FP Foggia chiede alle Aziende Sanitarie della provincia di Foggia e alla Regione Puglia di
assumersi fino in fondo la responsabilità della programmazione.
La sanità non può vivere di proroghe, soluzioni emergenziali e continui rinvii.
Servono:

  • assunzioni adeguate ai reali fabbisogni;
  • stabilizzazioni del personale che ha maturato i requisiti;
  • completamento dei concorsi;
  • una programmazione seria e pluriennale degli organici;
  • un confronto trasparente con le organizzazioni sindacali;
  • dotazioni di personale coerenti con i nuovi modelli di assistenza territoriale;
  • condizioni di lavoro che consentano agli operatori di svolgere le proprie funzioni senza essere
    sottoposti a carichi insostenibili.
    Eventuali misure di contenimento della spesa non possono trasformarsi in un blocco generalizzato
    delle assunzioni, delle stabilizzazioni e delle opportunità professionali.
    La CISL FP Foggia continuerà a vigilare e a chiedere risposte concrete.
    Perché dietro ogni numero di bilancio ci sono persone.
    Ci sono lavoratori che ogni giorno tengono in piedi i servizi sanitari, spesso in condizioni difficili.
    E ci sono cittadini che hanno diritto a ricevere cure tempestive, sicure e di qualità.
    Il personale non è la voce di spesa da tagliare.
    Il personale è la condizione necessaria per far funzionare la sanità.
    Il Segretario Territoriale Il Segretario Generale
    f.to Giuseppe Mangiacotti f.to Marc
tenuta santa lucia