Storia

Quella volta in cui in Italia si vietò l’uso delle auto perchè la benzina costava troppo

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ITALIA – Era il 2 dicembre 1973, e per la nostra nazione fu la prima “domenica a piedi”. Il motivo era sempre una crisi in medioriente. Oggi a cinquant’anni di distanza, le tensioni in Medio Oriente e l’instabilità dei mercati energetici riportano alla memoria quell’episodio storico.

Era il 1973: La Guerra, l’OPEC e l’Austerity

Tutto ebbe inizio nell’ottobre del 1973 con lo scoppio della Guerra dello Yom Kippur. In risposta al supporto occidentale a Israele, i Paesi arabi dell’OPEC decisero un embargo petrolifero e un drastico taglio della produzione. Il prezzo del greggio quadruplicò nel giro di pochi mesi, innescando la prima vera crisi energetica globale del dopoguerra.

Il governo italiano, guidato da Mariano Rumor, si trovò costretto a varare misure di austerity senza precedenti per limitare i consumi di carburante. Le restrizioni cambiarono radicalmente la quotidianità degli italiani tra i quali lo Stop totale ai mezzi a motore la domenica, con Multe salatissime per i trasgressori, ovviamente potevano circolare solo medici, parroci e mezzi di soccorso. Limiti di velocità ridotti: Per consumare meno benzina. Coprifuoco per le attività commerciali: Chiusure anticipate alle 23:00 per cinema, teatri e ristoranti, e alle 24:00 per i bar e Taglio all’illuminazione Vetrine spente, insegne luminose disattivate e illuminazione pubblica ridotta del 40%.

Gli italiani reagirono con una certa dose di creatività e folclore: le strade vuote si riempirono di biciclette, pattini, cavalli e carrozze (persino l’allora Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, utilizzò una carrozza trainata da cavalli).

Questo shock energetico segnò la fine dei “Trenta gloriosi”, i tre decenni di crescita ininterrotta del dopoguerra. L’aumento esponenziale dei costi di produzione e di trasporto si riversò immediatamente sui prezzi al consumo.

Il parallelo con l’attualità: il nuovo shock mediorientale

Oggi, nella primavera del 2026, gli analisti guardano agli eventi degli anni ’70 con rinnovata preoccupazione. Le recenti e pesanti escalation in Medio Oriente (che hanno coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran) e le minacce al traffico commerciale nel cruciale Stretto di Hormuz, hanno innescato una nuova fiammata dei prezzi energetici.

La storia delle “domeniche a piedi” ci ricorda quanto un’economia globalizzata sia sensibile agli equilibri geopolitici: oggi non siamo (ancora) costretti a rispolverare i cavalli e le carrozze, ma il conto di un Medio Oriente in fiamme minaccia di ripresentarsi, puntuale, sulle nostre bollette e sulle prospettive di crescita globale.