
“Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.
E’ il famoso appello che il giudice Paolo Borsellino lanciava per scuotere la società civile dall’indifferenza, invitando tutti a non tacere, a non voltarsi dall’altra parte, ma a informare, discutere e analizzare il fenomeno mafioso in tutte le sue forme, perché solo attraverso la conoscenza e la memoria si può sperare di sconfiggerlo.
E’ quello che cercheremo di fare – chi vorrà esserci – il 3 novembre a Palazzo Dogana a Foggia nel corso della presentazione del mio ultimo libro “Parlatene! Mafia e antimafia in Capitanata” delle Edizioni la meridiana
Il racconto delle vittime e delle persone impegnate in percorsi dell’antimafia non è solo memoria, ma un insegnamento di etica civile e coraggio. Insegna, soprattutto ai giovani, che si può e si deve scegliere la via della legalità, della trasparenza e della giustizia sociale.
In sostanza, non si tratta di spaventarli, ma di dare loro la conoscenza e il senso di responsabilità necessari per essere cittadini attivi che non delegano ma agiscono per un futuro più libero e giusto. Il silenzio alimenta la mafia; la conoscenza alimenta la libertà.



