Zoe Trinchero: Naudy Carbone falsamente accusato del delitto
Naudy Carbone racconta il terrore vissuto dopo essere stato indicato come possibile responsabile dell’omicidio di Zoe Trinchero.

La drammatica vicenda dell’omicidio di Zoe Trinchero – la 17enne uccisa e gettata nel canale a Nizza Monferrato, in provincia di Asti – ha avuto un capitolo drammatico anche per chi non c’entra nulla con il delitto.
Nelle ore successive al ritrovamento del corpo, il presunto assassino, il 19enne Alex Manna, ha cercato di depistare le indagini indicando un’altra persona come colpevole. In quella confusione, il nome di Naudy Carbone, musicista di 39 anni di origini africane adottato da una famiglia italiana e residente nella stessa cittadina, è stato diffuso come potenziale responsabile.
Carbone, che non ha avuto assolutamente alcun ruolo in questa vicenda, ha raccontato di aver visto crescere intorno a lui una folla inferocita di circa 50 persone sotto casa sua. “Erano con bastoni e coltelli, volevano vendetta”, ha detto, ricordando il panico e il pericolo reale che ha corso in quella notte. L’intervento dei carabinieri ha impedito che la situazione degenerasse in violenza fisica.
Retroscena del depistaggio
La vicenda nasce da un tentativo di depistaggio da parte di Alex Manna, che durante le prime fasi delle indagini avrebbe cercato di sviare le attenzioni su di lui di fronte a conoscenti e in giro per la comunità. In quelle affermazioni false, Manna avrebbe puntato il dito proprio verso Carbone, sfruttando pregiudizi e stigmi già presenti nel contesto locale.
Questo depistaggio ha portato a un assedio sotto casa di Carbone, che solo grazie all’intervento dei carabinieri non è sfociato in tragedia. Nei giorni successivi, Manna ha poi confessato di aver commesso lui stesso l’omicidio di Zoe, ritrattando le accuse rivolte al musicista.
Carbone ha sottolineato che diversi suoi concittadini avevano già manfestato sospetti nei suoi confronti per comportamenti ritenuti strani o per episodi di schiamazzi, tanto che in passato era stato costretto a seguire un percorso terapeutico per via di certe segnalazioni. Ha annunciato l’intenzione di sporgere denuncia per calunnia, sottolineando come un semplice sospetto infondato possa trasformarsi in odio e pericolo reale.
