
EUROPA VERDE – VERDI DI MANFREDONIA: Dalla teoria alla gestione reale dell’Oasi Lago Salso
Come Europa Verde – Verdi di Manfredonia siamo decisamente lontani dai toni e dalla
sostanza del comunicato dell’ex assessore Giuseppe Basta relativo all’Oasi Lago Salso.
Quando si parla di tutela ambientale è fondamentale capire quale sia la soluzione
migliore e concreta che si riesce a garantire sul territorio.
L’ex assessore non ha ritenuto di attuare le misure che i commissari straordinari avevano imposto con il ricorso al TAR vinto e confermato dal Consiglio di stato. La questione non è un ritardo burocratico ma una scelta di politica ambientale che noi non abbiamo mai condiviso: quando si è titolari della delega, si risponde della
programmazione e dell’esecuzione.
È qui che la nostra critica diventa inevitabile. Una riserva naturale, se resta racconto soltanto sulla carta, priva di concrete ricadute operative, rischia di diventare una semplice dicitura, esattamente come la limitrofa Palude Frattaruolo.
La nostra contrarietà è la risposta negativa alla vera domanda: la riserva garantisce protezione? Assicura un presidio? Crea condizioni adeguate per una fruizione ecosostenibile? Oppure lascia le aree in una condizione di marginalità, con limitazioni di fatto e scarse possibilità di utilizzo sostenibile?
Il ministero ad agosto del 2024 ci ha chiesto di aderire come nuova amministrazione a
quella ipotesi. Noi siamo stati sempre contrari anche per una preoccupazione che non
riguarda soltanto il passato, ma anche la logica con cui vengono gestiti gli spazi protetti.
Se la gestione non è attiva, ma è affidata a una governance debole e intermittente, allora il problema non è “ideologico”: è organizzativo e gestionale. Quando la vigilanza è resa fragile dalla penuria di risorse, come dimostrare, ad esempio, la carenza di personale e l’insufficienza dei presidi competenti, diventa evidente che la tutela non
può reggersi soltanto su intenzioni e dichiarazioni. Servono continuità, una struttura
operativa e un progetto che definisce tempi, compiti e strumenti.
È per questo che anche il discorso sulle “riserve dello Stato” va affrontato con cautela.
Non basta che un’area venga inserita in un sistema: conta la tenuta concreta del modello. Conta la capacità di garantire manutenzione, controlli, interventi e percorsi reali. Se il contesto gestionale di partenza è fragile — e se in precedenti esperienze sono emerse difficoltà, con aree rese poco fruibili e attività non compatibili con l’obiettivo di una fruizione sostenibile — anche una nuova cornice istituzionale che rischia di non cambiare la sostanza. Cambia la forma, ma non necessariamente la qualità della tutela.
La politica ambientale deve essere misurabile. Se davvero l’Oasi deve rappresentare un bene comune (tra l’altro ricordiamo che i terreni sono soggetti anche al vincolo di uso civico) e noi concordiamo su questo assunto, occorre rendere pubblici il piano operativo, gli obiettivi, le modalità di presidio, le risorse disponibili e, soprattutto, i
criteri con cui valutare l’efficacia degli interventi.
La delibera approvata va in quella direzione in cui si pone esplicitamente una collaborazione stretta con il Parco nazionale del Gargano nella definizione degli obiettivi strategici di tutela e conservazione. Cioè la governance strategica non è delegata ad un eventuale soggetto privato ma la sua gestione operativa. Anche l’emendamento della minoranza che esplicita un secondo passaggio in consiglio comunale proprio per la definizione di questi obiettivi e per le modalità di affidamento in gestione va in questa direzione: unitarietà e trasparenza.
Infine ricordiamo con chiarezza un concetto: l’ambiente non può fare da sfondo a
guerre ideologiche tra correnti politiche riguardando il presente e, soprattutto, il futuro
di tutti. Insieme si può fare la differenza, come è accaduto per la Laguna del Re,
inaugurata quando era assessore all’Ambiente proprio l’avv. Giuseppe Basta e l’Oasi
Lago Salso non deve restare una promessa sulla carta: deve tradursi in una gestione
reale, verificabile e capace di produrre benefici concreti per la collettività.
Ribadiamo il nostro impegno per la trasparenza e collaborazione con tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale nella formazione degli atti e di volontà di collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano attraverso un accorso di collaborazione ex art. 15 L 241/1990 per mantenere una governance strategica sulle
zone umide di pertinenza del Comune di Manfredonia.
Innocenza Starace Alfredo De Luca
Coportavoce Provinciale Consigliere comunale


