Stipendi: un divario incolmabile tra DS e insegnanti
I dati Eurydice sulle retribuzioni del personale scolastico evidenziano una distanza particolarmente marcata tra dirigenti e docenti.

In Italia un dirigente scolastico può arrivare a guadagnare quasi tre volte quanto percepisce un insegnante. È quanto emerge dai dati di Eurydice, la rete europea che analizza e confronta i sistemi educativi, relativi all’anno scolastico 2024/2025. Il rapporto, che prende in esame 37 Paesi europei, mette in evidenza una delle maggiori disparità retributive del continente, con l’Italia al primo posto per il divario tra presidi e docenti della scuola secondaria di primo grado.
Il divario tra dirigenti scolastici e insegnanti
La differenza emerge con particolare evidenza dal confronto delle retribuzioni annuali. I dirigenti scolastici italiani si collocano nelle fasce più elevate del panorama europeo, mentre gli insegnanti continuano a percepire stipendi sensibilmente inferiori rispetto a quelli riconosciuti in numerosi altri Paesi.
Non si tratta soltanto di una differenza economica legata alle responsabilità professionali. I dirigenti scolastici, infatti, svolgono funzioni di gestione amministrativa, organizzativa e finanziaria degli istituti, assumendo responsabilità differenti rispetto a quelle dei docenti. Tuttavia, l’ampiezza del divario italiano risulta particolarmente significativa nel confronto internazionale.
Anche l’OCSE, nel rapporto Education at a Glance 2025, aveva evidenziato come nella scuola primaria italiana gli stipendi effettivi dei dirigenti fossero quasi tre volte quelli degli insegnanti, a fronte di una differenza media del 51% nei Paesi OCSE con dati disponibili.
Gli insegnanti italiani guadagnano meno degli altri laureati
A rendere ancora più significativo il quadro è la situazione retributiva complessiva del personale docente.
Secondo il rapporto Education at a Glance 2026, pubblicato dall’OCSE il 29 settembre, in Italia gli insegnanti della scuola dell’infanzia percepiscono mediamente il 36% in meno rispetto agli altri lavoratori con istruzione terziaria. Per i docenti della scuola secondaria di primo grado la differenza raggiunge il 33%.
Un altro dato significativo riguarda la soddisfazione economica: soltanto il 22,6% degli insegnanti italiani della scuola secondaria di primo grado si dichiara soddisfatto del proprio stipendio, contro una media OCSE del 38,7%.
Contratti e aumenti salariali: una questione ancora aperta
Negli ultimi anni il tema delle retribuzioni scolastiche è tornato al centro del confronto tra istituzioni e organizzazioni sindacali. I rinnovi contrattuali hanno previsto incrementi economici per il personale docente, ma resta aperta la questione del potere d’acquisto e della valorizzazione della professione.
Il problema riguarda anche l’attrattività dell’insegnamento, soprattutto per le nuove generazioni. Retribuzioni poco competitive rispetto ad altre professioni che richiedono un analogo livello di istruzione possono incidere sulla scelta di intraprendere la carriera scolastica.
La differenza tra stipendi dei dirigenti e dei docenti non può essere interpretata senza considerare la diversa natura delle mansioni, le responsabilità e i sistemi contrattuali. Il confronto europeo, tuttavia, pone un interrogativo sulla distribuzione delle risorse e sul riconoscimento economico del lavoro degli insegnanti.
Una sfida per il futuro della scuola italiana
I dati Eurydice riaccendono dunque l’attenzione su una questione strutturale: il riconoscimento economico delle professionalità che operano quotidianamente nel sistema d’istruzione.
Da un lato, i dirigenti scolastici sono chiamati a gestire istituzioni sempre più complesse, con responsabilità amministrative, organizzative e giuridiche rilevanti. Dall’altro, gli insegnanti rappresentano il fulcro dell’attività educativa e formativa, svolgendo un ruolo determinante nella crescita culturale e civile degli studenti.
Ridurre la distanza retributiva non significa necessariamente comprimere gli stipendi dei dirigenti, ma affrontare il problema della valorizzazione economica della professione docente. Una questione che, alla luce dei confronti internazionali, continua a rappresentare una delle principali sfide per la scuola italiana.
I numeri del confronto europeo
Secondo i dati riportati da Sky TG24, il confronto tra Italia, Francia e Spagna mostra differenze particolarmente evidenti.
| Paese | Docenti | Dirigenti scolastici |
|---|---|---|
| Italia | 34.000 € | 98.000 € |
| Francia | 46.778 € | 68.055 € |
| Spagna | 42.768 € | 51.000–69.000 € |
Per la Spagna, il dato dei docenti riguarda dieci anni di servizio e quello dei dirigenti varia in base alla carriera: le cifre non sono quindi perfettamente omogenee.
Un ulteriore elemento riguarda l’evoluzione delle retribuzioni: tra il 2020/2021 e il 2024/2025, secondo la stessa ricostruzione, gli stipendi dei dirigenti scolastici italiani sono cresciuti del 30%, contro il 7% di quelli degli insegnanti delle scuole medie. Nello stesso periodo, l’inflazione cumulata è stata stimata intorno al 16%.



