Scuola e IA, docenti insostituibili, Anief: “Più soldi e carriera”
L’IA avanza nella scuola, ma Anief rilancia il ruolo centrale dei docenti: più compensi e una vera carriera.

L’intelligenza artificiale corre, entra nelle scuole e modifica progressivamente il modo di insegnare, organizzare il lavoro e gestire una parte delle attività quotidiane. C’è tuttavia un elemento che la tecnologia non può sostituire. Stiamo parlando del rapporto umano tra docente e studente. È su questo punto che Anief torna a intervenire oggi, 17 agosto, chiedendo che alla crescente innovazione tecnologica corrisponda finalmente una maggiore valorizzazione professionale ed economica degli insegnanti.
Il tema diventa ancora più attuale mentre le scuole si preparano all’anno scolastico 2026/27, con la formazione del personale sull’innovazione digitale e sull’IA. Anche l’intelligenza artificiale fa ormai parte del percorso di trasformazione del sistema educativo. Per il sindacato, però, investire nelle tecnologie senza intervenire sulle condizioni di chi lavora ogni giorno negli istituti sarebbe un errore. Occorre aumentare i compensi e costruire reali possibilità di carriera. Bisognerebbe cominciare dagli oltre 100mila docenti che già svolgono funzioni organizzative e collaborano stabilmente con la dirigenza.
Pacifico: «L’intelligenza artificiale non sostituirà mai un insegnante»
La posizione arriva direttamente dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico. Il punto di partenza è un cambiamento ormai evidente: computer e sistemi di IA sono in grado di svolgere attività che fino a pochi anni fa sembravano prerogativa esclusivamente umana, dalla produzione di testi all’elaborazione di informazioni complesse.
Secondo Pacifico, tuttavia, questo processo non ridimensionerà il ruolo degli insegnanti. Semmai renderà ancora più evidente ciò che distingue la professione docente da una semplice attività di trasmissione delle conoscenze. Solo uninsegnante umano è capace di instaurare una relazione con gli studenti, comprenderne difficoltà e potenzialità, motivarli e accompagnarli nella crescita.
La questione posta dal sindacato è quindi soprattutto politica e contrattuale. Se il docente rimane una figura centrale anche nella scuola dominata dalle nuove tecnologie, questa centralità deve essere riconosciuta attraverso stipendi adeguati e possibilità di crescita professionale.
Anief indica in particolare una platea di oltre 100mila figure di sistema, vale a dire insegnanti che non si limitano all’attività in classe ma assumono incarichi e responsabilità aggiuntive nell’organizzazione degli istituti. Si tratta di docenti che collaborano con i dirigenti scolastici e contribuiscono alla gestione quotidiana delle scuole. Tali docenti svolgono di fatto una funzione intermedia tra insegnamento e organizzazione.
Proprio per queste professionalità viene chiesto un cambio di passo. Il riconoscimento non dovrebbe più dipendere soltanto da incarichi temporanei e compensi accessori, ma diventare strutturale, dando vita a una vera progressione di carriera all’interno della professione docente.
I docenti non sono missionari e devono essere pagati
Il tema economico resta inevitabilmente sullo sfondo. La richiesta di Anief è di aumentare i compensi degli insegnanti anche attraverso un incremento dell’indennità integrativa speciale, con una cifra indicata dal sindacato nell’ordine dei 150 euro mensili, parallelamente alla costruzione di un percorso specifico per le figure di sistema.
La rivendicazione arriva inoltre in una fase nella quale gli stipendi del personale scolastico sono nuovamente al centro dell’attenzione. Proprio oggi vengono segnalate novità relative agli arretrati collegati al CCNL Scuola 2025-2027, già visualizzabili su NoiPA per una parte del personale, mentre continuano le verifiche sulle somme e sulle tempistiche di pagamento.
Ma il 17 agosto porta in primo piano anche un altro problema strutturale della scuola: quello del sostegno. Anief torna infatti a chiedere la stabilizzazione dei docenti e la trasformazione dei posti in deroga e dell’organico di fatto in posti stabili, con l’obiettivo di ridurre il precariato e garantire maggiore continuità didattica agli alunni con disabilità.
Sono questioni diverse che finiscono però per convergere sullo stesso punto: la valorizzazione del personale. Mentre la scuola italiana accelera sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale, rimangono aperti i nodi degli stipendi, del precariato, delle responsabilità aggiuntive e delle prospettive professionali degli insegnanti.
L’IA potrà quindi diventare uno strumento sempre più importante per preparare materiali, personalizzare alcune attività didattiche, analizzare informazioni e alleggerire determinati compiti. Ma la sfida indicata dal sindacato è evitare che l’innovazione tecnologica proceda più velocemente della valorizzazione delle persone chiamate a utilizzarla.
Ed è proprio dalle oltre 100mila figure di sistema che, secondo Anief, potrebbe partire il cambiamento: riconoscere formalmente chi già oggi assume maggiori responsabilità, prevedere compensi adeguati e introdurre una progressione professionale capace di trasformare gli incarichi aggiuntivi in una vera opportunità di carriera. In una scuola sempre più tecnologica, insomma, il futuro non passerebbe dalla sostituzione dei docenti con le macchine, ma da insegnanti più qualificati, meglio retribuiti e maggiormente responsabilizzati.

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